SABATO, 01 DICEMBRE 2007 La repubblica
 
Pagina XI - Genova
 
Il finanziere stava tentando di far "scomparire" i due immobili per un valore complessivo di quaranta milioni di euro
 
Sequestrato il tesoro ligure di Fiorani
 
Bloccate la vendita dell´ex Aura di Nervi e dell´Italcementi di Imperia
 
L´avrebbe acquistati la Geo, controllata da Nucera, presente in tutte le operazioni immobiliari del savonese
L´inchiesta a Milano. Un anno fa era stato aperto un fascicolo anche a Genova. Ma non s´è più saputo nulla
 
MASSIMO CALANDRI

LA VECCHIA fabbrica di cioccolato, l´Aura di Nervi: dicevano che sarebbe stata trasformata in cinquanta mini-appartamenti da sogno. E l´ex area Italcementi di Imperia, dove avrebbe dovuto nascere un enorme complesso commerciale. Due immobili del valore di quaranta milioni di euro e passa, che Gianpiero Fiorani - di fatto proprietario attraverso quote intestate a prestanome vari - stava per far scomparire con uno dei suoi inquietanti giochi di prestigio.
L´ex amministratore della Banca Popolare di Lodi non ha perso il vizio di mentire. Due anni fa, dopo l´arresto, prometteva contrito di far rientrare i capitali sottratti. Ma la procura di Milano, indagando sulla scalata ad Antonveneta, ha smascherato un altro recentissimo trucco del finanziere: un gioco che ruota appunto intorno ai due investimenti immobiliari liguri, sequestrati ieri dalla Guardia di Finanza. Per sottrarli alla giustizia, il finanziere li stava vendendo di nascosto ed illegalmente. A società che erano poi in qualche modo collegate allo stesso Fiorani, naturalmente.
Della fabbrica di Nervi e dell´area imperiese era infatti titolare la Pmg, società a responsabilità limitata riconducibile a Fiorani. Un quarto del capitale è intestato all´Unione Fiduciaria ma riconosciuto dal finanziere come proprio. Un altro quarto è sempre intestato all´Unione Fiduciaria per conto di Silvano Spinelli, uno dei più stretti collaboratori di Fiorani. Quasi tutto il resto è nelle mani della famiglia lodigiana dei Marazzina, costruttori di riferimento dell´ex amministratore di Bpi. Gli investigatori spiegano che il 12 novembre scorso la Banca Popolare di Lodi aveva fatto eseguire il sequestro conservativo civile sulle quote dell´azienda. Ma solo una settimana dopo, infischiandosene allegramente, gli amministratori della Pmg hanno stipulato un preliminare di vendita degli immobili di proprietà della srl. Per trenta milioni di euro, e quindi ad un prezzo notevolmente inferiore a quello di mercato - ma l´importante era far sparire il tesoro -, l´Aura e l´ex area Italcementi sarebbero passate ad un´altra società, la Geo. Ora: la Geo srl è posseduta quasi interamente della lussemburghese Geo Luxembourg, e cioè dai fratelli Nucera. Andrea Nucera, albenganese, è il costruttore che da qualche tempo è presente in tutte le principali operazioni immobiliari del savonese. E´ lui che nella Progetto Ponente (Nucera più Arte Savona, le ex case popolari) avrebbe voluto realizzare al posto dell´ospedale ingauno i quattro grattacieli "massacrati" dal Gabibbo di Antonio Ricci. Ed è sempre Nucera che con la Geo ha rilevato altri terreni "interessanti". Ad esempio terreni di Ceriale destinati ad ospitare seconde case, alberghi e negozi, ed in passato di proprietà della Frontemare, una delle società occulte del banchiere Gianpiero Fiorani.
Vale la pena di segnalare che il Nucleo di polizia valutaria della Fiamme Gialle ha accertato che nel gennaio scorso la Geo aveva offerto 28 milioni di euro alla Pmg per l´acquisto delle quote societarie, e che il mese successivo la Delta Real Estate - anche questa riconducibile a Fiorani - aveva alzato il prezzo di soli 500.000 euro. Insomma, sostengono gli investigatori, il capitale in qualche modo doveva sparire: attraverso la vendita delle quote o degli immobili. «Vi è pericolo attuale che la libera disponibilità delle quote societarie della Pmg e dei suoi immobili possa aggravare le conseguenze, consentendo a Fiorani di consolidare il profitto del reato», scrivono i pm Eugenio Fusco e Giulia Perrotti: più chiaro di così. Ecco allora comprensibile il sequestro degli immobili e delle quote riferibili alla famiglia Marazzina (intorno ai venti milioni di euro).
Lo scorso 13 novembre le Fiamme Gialle avevano sequestrato sette società riconducibili a Fiorani nell´ambito di un´indagine per riciclaggio in relazione a un tentativo del finanziere di acquisire la Banca del Tritone di San Marino con il manager dei vip Lele Mora (che non è indagato). Per i pm, stando al decreto di sequestro del 13 novembre, ribadito interamente in quello di ieri, c´è stata una sostanziale «marcia indietro» da parte dell´ex banchiere, dopo i suoi «proclamati impegni di rimpatrio di capitali». Da tempo, sarebbe in corso da parte sua «una febbrile attività» con due precisi obiettivi: «occultare il provento dei delitti» di cui è accusato nell´inchiesta sul tentativo di scalata ad Antonveneta, e impiegarlo in nuove iniziative imprenditoriali attraverso prestanome come Lorenzo Bacchi, indagato inizialmente a Brescia e la cui posizione è stata poi trasmessa a Milano.
Anche a Genova era stata aperta più di un anno fa un´inchiesta su Giampiero Fiorani e le presunte speculazioni per affondare la fabbrica di cioccolato di Nervi. Del fascicolo, che era nelle mani del pm Biagio Mazzeo e del procuratore Francesco Lalla, non si è più saputo nulla.