CANAVESE & MARSON & BERRUTI:

<IN OMAGGIO L’UFFICIO STAMPA>

La nuova mappa e le ultime nomine nella più assoluta discrezione

 

Canavese
Cristoforo (Rino) Canavese

SAVONA – Arriva dal Secolo XIX il “capo ufficio stampa” dell’Autorità Portuale di Savona. L’incarico è stato affidato a Marina Monti, giornalista professionista dal 2001, che ha già rassegnato le dimissioni dal giornale dove lavorava nello staff della Cronaca di Genova. Ingresso ufficiale il 2 gennaio prossimo, con i gradi di “dirigente”, ma da alcuni giorni la giornalista ha iniziato a prendere dimestichezza con la nuova realtà operativa e le sue problematiche.

Marina Monti in passato aveva ricoperto il ruolo di corrispondente da Acqui Terme (dove abitava) del Decimonono, iniziando la gavetta nel giornalismo e nel suo mondo. Era seguito un periodo nella redazione di Savona per le sostituzioni estive, quindi l’incarico al desk per la confezione delle pagine del Basso Piemonte. Con qualche “escursione” da inviato speciale. Ad esempio, nel “caso Tenco”.

Competenze specifiche in materia portuale?  Da internet si può leggere che <il 22 marzo 2007  a Marina Monti, giornalista de Il Secolo XIX, era stato affidato il coordinamento di un seminario di studi finalizzato all’elaborazione di un Master Plan della logistica, su iniziativa della Provincia di Livorno e del suo presidente Giorgio Kutufà. Tra gli enti coinvolti l’Autorità portuale di Piombino e nel primo incontro il tema centrale erano le “Infrastrutture”>.

La decisione di rafforzare l’organigramma dirigenziale dell’ex “Ente Autonomo del Porto” di via Gramsci, pare sia stata fortemente voluta dal presidente-“padrone”, ingegner Cristoforo (Rino) Canavese, con riconferma sicura per il prossimo mandato. Un Canavese lanciatissimo, con ambizioni smisurate, con linee dirette (senza filtri) con direttori di giornali, ministri, ex ministri, big dell’industria, circondato dalla solidarietà  dell’imprenditoria portuale savonese e non. E un buon salvadanaio di successi, per tutti Costa Crociere e il rilancio del porto Savona-Vado.

Da qui la necessità di una sempre maggiore visibilità, di una “comunicazione” più incisiva. Con il migliore “acquisto” possibile per colmare un vuoto. La persona giusta, si direbbe...

La scelta di Marina Monti, responsabile dell’Ufficio stampa e pubbliche relazioni (negli anni settanta era affidato, unitamente all’ufficio studi, al direttore di sezione Nello Cerisola, seguì in coabitazione con la Camera di Commercio, Sergio Ravera, che ha lasciato, quindi un periodo ad interim al presidente, con la breve entrata in scena della dottoressa De Gregori, ottima canoista) ha avuto il consenso dell’intero vertice dell’ente. Si aggiunga che siamo in un periodo di trasformazioni e di grande vitalità nella storia portuale del comprensorio.

Le battaglie e le polemiche, i pro e i contro, su importanti questioni per il futuro della città e dell’economia, sono “pane quotidiano” del confronto e della dialettica. A volte concreta, a volte sterile. Spesso drogata. Taroccata.

I dispiaceri maggiori per alcune scelte del “regno Canavese”, più che dai due più diffusi quotidiani locali (Secolo XIX e Stampa), sono arrivati dai cosiddetti “movimenti” e da alcune personalità difficilmente etichettabili estremisti o massimalisti. Una minoranza che non avrà sempre ragione, ma neppure sempre torto. E spesso non viene “combattuta” col buon senso, con la trasparenza, la chiarezza, favorendo di fatto le lacerazioni, lasciando disorientato soprattutto il mondo giovanile. E gli osservatori meno schierati.

Sarà pur vero che  sarebbe ancora più deleterio non fare delle scelte, l’immobilismo, il rinvio, i condizionamenti, all’italiana insomma, ma a volte l’eccessivo decisionismo e soprattutto la sirena, la forza dei grossi interessi in campo, del potere del denaro, del massimo profitto, fanno perdere di vista la bussola che dovrebbe sempre ispirare la pubblica amministrazione a favore degli interessi collettivi, non di parte come troppo spesso è accaduto ed accade. Leggi il sorprendente rosario delle maggiori operazioni immobiliari, dei beneficiari troppo ingordi del “bottino”. 

Il presidente della Port Autority, Rino Canavese, da ex politico multicolore, ex parlamentare, da ottimo “navigatore” e tessitore di relazioni che contano, conosce bene l’importanza della “macchina del consenso”, dell’informazione, delle pubbliche relazioni, di chi conta e le stanze del potere in cui è entrato con il tappeto rosso.

Il non facile compito metterà alla prova una Marina Monti che come giornalista ha dimostrato ottime qualità. Chissà, inoltre, se riuscirà a ricucire alcuni strappi, dialogare, senza imporre. Aiutata da quel suo carattere assai forte e sufficientemente risoluto, aitante, che non guastano per chi ha ruoli di responsabilità e visibilità.

Accolta a braccia aperte da Canavese e dalla struttura piramidale che presiede (segretario generale l’avvocato Emma Mazzitelli), la neo dirigente Monti dovrà mettere nel conto un periodo di massima “osservazione” e qualche inevitabile diffidenza. Consapevole di essere non da ieri la compagna di Mario Muda, vice direttore del Secolo XIX, una vita nella sua Savona dove ha percorso con crescente successo tutti i gradini della carriera giornalistica. Da collaboratore pagato a notizia, con immancabili difficoltà ed incognite, fino a capo della redazione di Savona (con qualche dispiacere ricevuto proprio da ambienti della sinistra e dell’imprenditoria affaristica), fino al gran “salto” di Genova. In attesa, anche lui, della “meritata” pensione.

Marson
Paolo Marson

Se alla Port Autority si respira un clima da trincea (soprattutto per le maxi operazioni edilizie in corso ed in programma, a partire dalla contestatissima torre Fuksas, al porto della Margonara e dintorni, per arrivare agli interventi da svolta storica nella baia di Vado), c’è stata una seconda “new entry”, in un altro ente pubblico di peso nel contesto sociale savonese. Un ingresso senza eco, con la sordina (era proprio il caso?).

L’Acts, per la prima volta nella sua storia, oggi suddivisa in “Spa” e “Linea Spa” (357 dipendenti, 146 autobus), sotto la presidenza dell’avvocato Paolo Marson, altro big savonese emergente, ha deciso di nominare capo ufficio stampa Sara Piccardo Bellenda, laurea in Scienza della Comunicazione, diverse esperienze fuori Regione.

Sara Piccardo ha sposato il figlio di Franco Bellenda,  ex presidente di Arte (ex istituto autonomo case popolari); l’altra figlia Enrica è avvocato nello studio Associato Marson-Vivani (con altri studi associati a Genova, Milano, Imperia, forte di 12 avvocati, di cui 3 col ruolo di dirigenti – Marson, Bellenda, Foti -, 5 collaboratori, 10 di staff amministrativo) ed ha sposato Roberto Sangalli, capo della redazione di Savona del Secolo XIX, dopo un esordio nella sua Valbormida, come corrispondente, svariati incarichi e ruoli a Savona e provincia.

Berruti
    Federico Berruti

Anche a palazzo Sisto IV, con l’era del sindaco Berruti, ci sono novità all’Ufficio stampa. Il sindaco si era “portato dietro” un giovane brillante, Lorenzo Martinengo che ha poi deciso di “lasciare” per seguire la sua passione in un’altra iniziativa vicino all’Amministrazione Provinciale. Dalla Toscana ha fatto ritorno a Savona per assumere il ruolo di “Responsabile dell’ufficio stampa”, Roberto Giannotti, fratello di Giuseppe Giannotti,

tra i primi  giornalisti savonesi della redazione di Savona del Secolo XIX a chiedere ed ottenere il trasferimento nella sede centrale (seguito da  Luciano Angelini, Mario Muda, Nicola Stella, Marcello Zinola, Paolo Giampieri, Giovanni Ciolina, Alessandra Costante, Bruno Lugaro).

A dare man forte a Giannotti, col ruolo di “addetto stampa” Elisa Scarcella, una genovese. 

Savona, dunque, che si affida per il suo rilancio, l’immagine, la <chiarezza e la tempestività delle notizie e comunicazioni di interesse pubblico>, agli “uffici stampa” affidati a giornalisti o esperti di “comunicazione”.

Sarà la “meritocrazia” ed il banco di prova dei risultati raggiunti, più degli immancabili interrogativi o presunti conflitti di interesse, in agguato, dietro l’angolo, a dirci se il denaro pubblico è stato e viene ben speso, secondo principi che restano sempre validi (trasparenza di comportamenti), ma che spesso formano il tallone d’Achille di chi governa, amministra <in nome e per conto del cittadino italiano>.

Luciano Corrado