Contro il grigiore della politica

ecco il “più bello della politica”

(Cronaca semiseria di una giornata memorabile)

SAVONA – Un’intera pagina del Secolo XIX, edizione di Savona, per celebrarli, festeggiarli, incoronarli. Pubblicamente. Eccoli i “nostri”. I primi della classe, in vetrina. Per la loro avvenenza, ovvio. Qui non si parla di politica. Da mercoledì, 5 dicembre, possono fregiarsi dell’ambitissimo titolo (in attesa di riconoscimento da parte di Mirigliani, patron di Miss Italia) de “Il + Bello della politica”. Lo hanno conquistato, dopo una rigorosissima selezione, il primo cittadino di Savona, Federico Berruti; Mattia Rossi, vice sindaco di Carcare; Nino Miceli, consigliere regionale a Genova e comunale a Loano. Tutti con maglia Ds, versione Pd . Lasciandosi alle spalle, spiegava il giornale, altri candidati della “statura” di Orsi, Ruggeri, Bertolotto, Parodi, Caviglia, Melgrati...

L’incoronazione, chiamiamola così, è controfirmata da una giuria di bad girls (con tutto il rispetto e un minimo di humor): Antonella, Silvia, Stefania, Elena, Sonia, Monica, Flora, Paola, Roberta. Si dice che la scelta non sia stata facile, viste le molte quanto significative candidature. Le giurate hanno lavorato a lungo prima di esprimere il delicato verdetto. E meglio di così non poteva andare. Successo inatteso e, forse, qualche lacrima.

Mercoledi, alle edicole, c’era ressa. Giornale esaurito, bagarini in azione, persino due-tre euro a copia. Nessuno voleva perdersi un'occasione tanto ghiotta con il sindaco Berruti e l'assessore regionale Miceli in edizione Bello d'Italia. Chissà che rabbia tra i dirimpettai della Stampa, solitamente imbattibili, sotto la guida del caporedattore storico Sandro Chiaramonti, in quanto a pagine riservate, nelle più disparate occasioni, a elezioni di miss e dintorni. Quelle vere.

Francamente bisognerebbe tifare per le “celebrazioni” in rosa. Anche se i mister “politicanti” dovrebbero essere onorati per ben altri valori e risultati. Ma di questi tempi non godono, soprattutto se superpagati professionisti della politica, di eccessive simpatie popolari. E allora accontentiamoci dell'effimero titolo di “bellone”. E, alla faccia dei soliti ipercritici e fastidiosi professinisti del mugugno, facciamoci anche una autoreferenziale “passerella”. Come è accaduto, prorpio alle 10,45 di mercoledi, il giorno dell'incoronazione, a “Il + Bello della Politica”, Nino Miceli, che ha percorso Corso Italia, piazza Giulio II, in tandem con il “valletto” Giovanni Lunardon. Il bel Nino, perdoni la confidenza, abbigliamento firmato, dalle scarpe agli occhiali; Giovannino, molto casual. Passo felpato, sublime distacco, tra la gente attonita e ammirata di cotanta bellezza e disinvoltura.

Eccolo, nel collage di gruppo, il “nuovo potere” di Savona, rimarcava Il Secolo XIX. Che bello. Voglia di leggerezza, via libera ad un corroborante edonismo. La politica è scesa ai minimi termini? Il Palazzo è cupo? I politici sono grigi e tristi? Rallegriamoli con una fascia bianchissima, mettiamoli a nudo, come si conviene in una gara di bellezza, celebriamo i novelli Adone e Narciso. E scopriamo “il bello della politica”.

Una volta i giornali facevano inchieste nelle corsie degli ospedali, negli ambulatori privati, negli uffici pubblici, tra i precari e tra la gente in coda per prenotare una visita specialistica, nelle fabbriche occupate dai lavoratori. Una volta portavano avanti battaglie contro gli abusi, le illegalità, le lobby e gli affari sporchi. Facevano scattare le manette, come, incrociando casualmente la coppia, pareva chiedersi uno dei protagonisti del “caso Teardo” . Oggi scattano le fasce da miss. I tempi cambiano. Allegria, savonesi!