Cronache di una maggioranza allo sbando (e di una città a picco)

Questa estate mi ero indignata quando, a pochi giorni dal drammatico crollo genovese e dall’emergere delle prime responsabilità riguardanti Autostrade e, proprio, le privatizzazioni, la Giunta savonese aveva pensato bene di avviare le pratiche per la privatizzazione della partecipata Ata.

Indignata per la drammatica concomitanza, perché il privato in questa fase appariva come un tentativo di “spolpare” la parte sana rifilando i debiti ai cittadini, perché degli stessi cittadini è questa partecipata, cresciuta con i soldi dei savonesi, perché tutti in campagna elettorale, la Lega in primis, avevano giurato e spergiurato di mantenerla pubblica e tutelare i lavoratori, perché in due anni, dopo la disastrosa eredità della Giunta precedente e dei precedenti amministratori della società, la si era consegnata a personaggi di nuovo emissioni della realtà partitica e altrettanto inefficienti.

Indignata perché in questi due anni non era stato fatto alcun tentativo serio, se non tardivamente, troppo, di trovare le responsabilità pregresse, ne’ si erano avviate concrete azioni di risanamento, ne’ si era pensato ad azioni di tutela sui cantieri esterni in perdita.

Non occorre aggiungere che anch’io, come tutti i savonesi, sono ulteriormente indignata dallo stato incivile della gestione rifiuti e della pulizia, a dispetto di una Tari alquanto salata che dovrebbe coprire i costi e permettere anzi metodi più moderni ed efficienti di raccolta.

Ricordo che tutelare e salvare partecipate in difficoltà mantenendole pubbliche e salvando il lavoro e’ possibile, è già stato dimostrato, anche da amministrazioni 5 stelle.

Ebbene, in questo totale disastro, la maggioranza sbanda più per problemi di equilibri interni e poltrone e riposizionamenti, che per una vera autocritica, e la Lega appare preoccupata più che altro, in questo frangente, di salvare la faccia mostrando contrarietà di facciata. Sarà la prova dei fatti a dimostrare la consistenza di questa esibizione.

Commissione saltata la prima volta con un pretesto, riconvocata dopo una settimana, di nuovo i consiglieri della Lega e del misto si assentano inviando una lettera altrettanto pretestuosa.

Dopo aver espresso tutte le nostre critiche sulla gestione di Ata e sulle azioni in programma, abbiamo scelto di andarcene, non ritenendo corretto che fosse la minoranza a dover sostenere un numero legale che la maggioranza non riusciva ad avere, e ritenendo irrispettoso nei confronti dei cittadini che ci hanno votato continuare. Altri in minoranza hanno deciso diversamente. Sul filo di questo numero, alla fine la pratica è stata comunque bocciata, 8 a 8 voti, e andrà probabilmente in Consiglio con parere sfavorevole.

Cosa aspetta questa maggioranza a liberare una città in ostaggio del degrado e della loro incapacità di governo?

Il loro fallimento, persino su pratiche fondamentali, è del tutto evidente.

Milena Debenedetti da FB

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