Cronaca dell’incontro su infrastrutture e territorio dopo la caduta del ponte alla Spagnuola Gavotti

SUPERARE L’EMERGENZA GUARDANDO AL FUTURO: PROPOSTE CONCRETE PER LO SVILUPPO INFRASTRUTTURALE DEL SAVONESE A DUE MESI DAL CROLLO DEL PONTE MORANDI

Dopo il saluto del Sindaco di Savona, viene proiettato un filmato ove appare il governatore Toti che parla della grave ferita per la regione causata dal crollo del ponte Morandi e la necessità di una sua pronta ricostruzione per la quale è necessario un sollecito provvedimento di legge; successivamente sottolinea il trend di crescita dei porti liguri e dell’aeroporto di Genova e l’esistenza lavori in corso nelle varie città della regione.

Giudica irrinunciabili il Terzo Valico e la Gronda, così come il raddoppio della linea ferroviaria verso la Francia.

La Professoressa Simona Saccone dell’Università di Genova ha analizzato la rete di trasporto della provincia di Savona, ipotizzando una soluzione difficile, poiché esistono pochi punti di interscambiabilità delle direttrici di flusso; idem per quanto riguarda le ferrovie che sono, parimenti, in una situazione di grande fragilità.

Lo studio del sistema di trasporto nella sua globalità è definito come il più complicato, in continua evoluzione anche se il tempo medio di viaggio dei cittadini europei, attestatosi sulla media di 58-59 minuti al giorno, non sarebbe cambiato dal dopoguerra ad oggi.

Un concetto importante è che l’infrastruttura efficace è comunque destinata a lavorare in congestione, attirando la domanda che tende a saturare il sistema che, quindi, va prima o poi riprogettato.

La prof. Sacone ha rimarcato il fatto che “…Sono i numeri che ci guidano nelle scelte e non le parole…” e quindi è necessaria una base di dati comprendente la misurazione dei flussi interni/esterni, la quantificazione delle domande (matrici offerte/domande); ”…Chi studia un sistema senza misurazioni non fa un lavoro accettabile…”. Stigmatizza pertanto la mancanza di dati precisi, suggerendo la messa in opera di sistemi a sensori già adottati in altre realtà; una possibile soluzione, avendo una base di dati, potrebbe essere una eventuale modulazione delle tariffe autostradali, le cosiddette “partenze intelligenti”.

Frase conclusiva: “Che succederà con la nuova piattaforma?”.

Interviene dal pubblico Bruno Spagnoletti che afferma che il collasso del ponte Morandi stroncherà ogni possibilità di ripresa della Liguria e Savona sarà sempre più isolata; riguardo il quesito formulato in precedenza, esisterebbe una discrasia tra la Piattaforma Maersk ed il deserto dei servizi ad essa dedicati, (autoparco, casello di Bossarino, ecc.). La funerea conclusione è che dal punto di vista infrastrutturale ci sarà il blocco delle città di Vado e di Savona.

L’avvocato Alessandro Berta, dell’Unione Industriali di Savona suggerisce uno spostamento delle merci in prevalenza su rotaia, per cui sarebbe essenziale il Terzo Valico, per l’alta capacità in quanto potrebbero in questo modo essere trasportati i containers di grande dimensione e perché attraverso tale infrastruttura dovrà passare tutta la merce del porto Savona-Vado. Allo stesso modo servirà la Gronda, perché in assenza di essa i treni merci sarebbe incolonnati in mezzo ai treni dei pendolari sulla linea esistente. Necessario infine, per completare l’opera, il quadruplicamento del passante Tortona Voghera. E ancora, miglioramento della linea ferroviaria S. Giuseppe-Alessandria-Torino ed indispensabile il raddoppio della ferrovia a Ponente. Allo stesso modo saranno essenziali anche opere stradali in funzione della messa in opera della nuova piattaforma, quali il miglioramento della strada di scorrimento in attesa del casello di Bossarino e la costruzione di un autoparco funzionale, il completamento della bretella Cuneo-Asti e Carcare-Predosa. L’avv. Berta conclude con una serie di problematiche in atto; la prima che riguarda il MIT che, da voci informate, sarebbe dell’idea che il casello di Bossarino non serve; un’altra problematica è inerente l’Aurelia bis che non collegherebbe il porto di Savona (dovrà trovarvi una soluzione l’ANAS) per cui i camion dovrebbero fare un lungo giro transitando in corso Ricci.

Presente in sala il referente della “Accademia Kronos”, onlus  che ha aperto una settimana fa al Priamar una sede di rappresentanza regionale con l’Osservatorio permanente del Santuario dei Cetacei.

Francesco De Merra

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