CELLE LIGURE, QUALE TURISMO?

S’è fatto un gran parlare di turismo * per Celle in questo inizio d’anno. Con addirittura le dimissioni dell’Assessore che, in verità, data la recente assunzione del prestigioso incarico (da giugno scorso), desta qualche perplessità sulla sua convinzione e formazione amministrativa abbandonando il campo al primo atto di un certo rilievo, nello specifico, per semplicemente cambiare modi gestionali puntando al meglio. Che poi, diciamolo subito, quello tirato in capo è ‘turismo’ collaterale, che sì ci vuole, ci mancherebbe, ma in dovute e cernite proporzioni di qualità e quantità: non è certo, o solo, quello, che si intende per ‘fare turismo’, e che una località è ‘turistica’. Quando tutto è turismo, il turismo è annientato, venendo in mente la famosa battuta, credo di Churchill, che ‘La guerra è il turismo dei poveri!’ Se poi, per intenderci meglio, vogliamo dare una definizione, possiamo dire che “Turismo è l’insieme di attività e di servizi a carattere polivalente che si riferiscono al trasferimento ciclico temporaneo di persone con partenza dalla località di abituale residenza ad altre località per fini di svago, riposo, cultura, curiosità, cura, sport, ecc.: arrivo, eventuale soggiorno e ritorno” (* Vo.Li.It.).”

Che dice tanto e poco al contempo. Tanto per la ‘poli’, dando per scontata la ‘valenza’, che è stata fatta venir meno da un tipo di politica-amministrativa che ha guardato sempre da un’altra parte. Dagli pure bancarelle e mercatini fin che vuoi, ma a chi viene fagli trovare delle strutture di base, degli impianti di buon livello, elevato se non proprio eccellenze, che per qualche verso avremmo (avuto): un ambiente, in somma, di standard moderno, pur nelle nostre specifiche caratteristiche e dimensioni, di pregio e di peculiarità. Si parla tanto di ‘borgo dei pescatori’ quando di pescatore non ce n’è più uno e l’ambiente è stato stravolto da aree da periferia suburbana, con aggravio dei servizi principali, alla ricerca di consensi sociali, giusti sin che si vuole, ma da applicarsi secondo la realtà in cui si opera: ‘Adelante sì, ma con jujcio…’.si sarebbe dovuto. Invece…

 A Civetta

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