CELLE LIGURE – IL RIO S. BRIGIDA

Ingorghi stradali a parte, sui quali il Sindaco ha risposto, andiamo un po’ a monte della vicenda. Il Rio S.Brigida risulta il secondo per pericolosità, non si sa se nell’intera Liguria o in provincia di Savona! Non ce ne eravamo mai accorti, di quale pericolo correvamo ogni volta che passavamo in Via Gioia, o attraversavamo Piazza S. Volta (quella della stazione), Via S. Brigida, l’Aurelia, Piazzetta P. Costa ed i pochi metri della passeggiata a mare C. Colombo! Un corso d’acqua, si fa per dire, che ha una corsa (si passi il bisticcio lessicale) di poco più di un paio di km, senza alcuna raccolta affluente che non sia l’acqua discendente dalle colline dei Boschi, a levante, versante di ponente, e di Cassisi, a ponente, versante di levante, che si congiungono sotto il monte o cima Bregalla. Non siamo certo esperti di idraulica ma possiamo dire, per esperienza ottuagenaria cellasca, di non aver mai visto o avuto notizie di inconvenienti dal rio in argomento, mentre ricordiamo tre allagamenti del centro storico. Ma tant’è! E desta alquanta perplessità la detta classificazione in grado di pericolosità, salvo valutazioni di copertura per altre finalità…

Dove nei bilanci dei vari enti, gestiti alla politica, vengono fissati i capitoli di spesa con le determinate imputazioni: un tot per manutenzione strade, uno per strutture sportive, per gli arenili, ecc. ecc. e uno per i corsi d’acqua. Per farla breve, avviene l‘inverso della gestione del cosiddetto bonus pater familias, il quale dice che c’è da rifare il tetto: si chiede il preventivo, si vede se ci sono i soldi e se sì si esegue il lavoro. Prima il lavoro poi i soldi. Qui prima i soldi, e poi i lavori (e forse è giusto così in ambito pubblico, salvo dirottamenti di capitoli, predisposizioni ad hoc…), per cui chi ha da fare strade, chi campi sportivi, chi funicolari… si faccia avanti con relazioni, progetti, importi di spesa, delibere…

Ed ecco i due casi: il campo della Natta – disapprovato da ‘a Civetta’ e definito ‘cattedrale nel deserto’, che così è stato dopo i primi anni di euforia, ed ora s’è salvato per la collaborazione con Varazze… – con previsione di spesa un miliardo di lire (e forse superato l’uno e mezzo) con finanzia- mento regionale di 500 milioni. Intervista al sindaco Renato Zunino e richiesta di giustificazione per un tale impegno (campo in erba, in riva al mare…). Risposta: ‘La Regione ci finanzia 500 milioni’. Obiezione: ‘Ma ci sono strade e altri lavori, manutenzioni da fare in paese…’ ‘I 500 sono per strutture sportive, non per altro… C’erano, li abbiamo presi sennò li prendeva un altro Comune per qualcos’altro e facciamo il campo!’ Tiè! Pressoché lo stesso per la funicolare dei Bottini: finanziamento per almeno due strutture ascensoriali, in provincia, una rinunciata, e per Celle 480 mila Euro, disponibili: presi e fatta!

È il sistema dei mille rivi: programmare e stanziare, fare per fare, per far fare, per far prendere, e far dare; ditte del giro, e anche se no, qualcosa poi arriva a destinazione…in qualche modo, sempre!

Si spera di avere reso l’idea…

 

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