CELLE LIGURE, IL PAESE DEI ‘BESUGHI’

Per la Befana c’è stato ‘Il paese dei balocchi’ per i bambini. Ora, per gli adulti, di ambo i sessi, quello dei ‘besughi’(*), ci pare.

Non che vogliamo dare del ’besugo’ ad alcuno: cellesi o ‘cellaschi’, che siano: giammai! Fuori dal nostro senso di rispetto verso il prossimo, sia chi sia: verso chicchessia!

‘Besughi’ sono certamente considerati gli elettori cellesi, destinatari del seguente passo, letto su sito on line provinciale, da parte del candidato sindaco Remo Zunino. ‘Zunini Sindaci’ a porte girevoli: esce uno (Renato) ed entra l’altro (Remo). In precedenza, l’inverso.

Lo trascriviamo testuale, lessico intimo-confidenziale, tra e per amici (si chiamano per nome…), con qualche commento, intrattenibile.

«La prossima campagna elettorale non dovrà occuparsi di storia e di costume politico, di inchieste e di assoluzioni, edilizia e clientelismo, a futura memoria. (Sembra un’ammissione, se non addirittura un’accusa…) Ora ‘Uniti per Celle’, creatura di due Zunino Sindaci, promette: ‘Basta cemento!’ (Questa è proprio bella, da riprendere…) L’urbanisticanon è più un problema per la città. (I buoi sono già tutti usciti – o entrati…) Renato (Zunino) lascia il PUC ormai definito e le grandi opere, ovvero ristrutturazione della fabbrica Olmo, e Colonie Milanesi e Bergamasche seguiranno percorsi ormai impostati (delle Milanesi, abbiamo scritto a iosa, e ne scriveremo sempre; e delle Bergamasche, che ne è stato della mobilitazione dell’intero paese per la Democrazia Partecipativa? A che cosa è servita? 100 mila Euro per un nugolo di docenti universitari fiorentini, tutti supponenti, e massimamente il capoccia, nelle varie tavole conclusive del percorso didattico di noi paesani, indigeni (sic) anche se non più con l’osso a traverso del naso… – con tanto di sontuoso party nel campetto a fondo valle… una specie di anticipata inaugurazione… Qualcuno ricorda qualcosa…?).  Remo (Zunino) ha annunciato che il suo ritorno alla guida suprema di Celle (già Sindaco dal 1999 al 2009) avrà direttive ben precise: ‘sociale, ambientale, turistico, economico’ (Metà locali su strada  chiusi, alberghi…, non una pasticceria…).

Renato e Remo, in un grande abbraccio per una mille miglia che durerà cinque anni! Renato e Remo sempre uniti nel servire la città per gli ideali del bene comune!»

Già come retorica non c’è male, ma quello che ci lascia esterrefatti è la battuta ‘Basta cemento!’. Altro che besughi: o cutrulli che dovrebbero ancora credere a queste sparate? ’Minus habens’, insomma noi tutti, cellesi-elettori, come considerati con quel ‘Basta cemento!’ a doppia o sovrapposta lettura. Laddove il ‘Basta cemento!’ sta per ‘Da adesso, con noi, eletti: non più cemento, non più costruzioni’. Alla buon’ora! Pure a significare però che, essendo sempre stati gli stessi a comandare da quarant’anni, adesso dicono ‘Basta!’ a tutto il cemento che hanno fatto fino a ieri: ‘…la dove c’erano gli ulivi ora c’è…un condominio-oscenità ah, ah, àh!  (‘a Civetta’ N. 31 e Leggere COOPERATIVE = SECONDE CASE da pag. 2)

Un bel coraggio, per non diversamente definire…! E pure pensare che i besughi abbocchino anche questa volta! ’Besughi’ e pure ‘boccaccioni’, che bevono tutto quello che gli propinano e si bevono loro stessi, e l’altra parte dei concittadini, com’è stato nei quarant’anni.

Mah! Speriamo che da besughi diventino luassi!  (branzino, Spigola)

(Rileggere ‘COOPERATIVE uguale SECONDE CASE’, repetita juvant, e trarne le appropriate considerazioni…).

Se poi qualche cellese se l’avesse a male per essere definito besugo – sta a lui…, ma non si preoccupi più di tanto, perché di besughi, come li intendiamo dalle nostre parti, ce n’è in giro in ogni dove, qui però nessun riferimento a chicchessia – sappia, al di là di dizioni di gergo popolare, che il besugo o pagello è pesce molto apprezzato per la sua carne.

Pierinratto da A Civetta

* ‘besugo’, italianizzato, si legge come scritto, con la ‘esse’ di ‘rosa’; “b_e_s_u_g_u_” nella parlata ligure: stessa ‘esse’ di rosa e le due ’u’, alla francese (tutte) o tedesca con la dieresi; voce ligure di uomo ‘sciocco, babbeo’, probabile origine spagnola; invece, di pesce: pagello, detto anche occhino o occhione, pezzogna e mupa o roello, e fiamma, dalle nostre parti: è pesce di profondità che raggiunge anche i 50 cm., molto apprezzato per la sua carne.

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