Bombardier – Il tempo stringe

Dopo l’annuncio di giovedì 8 novembre 2018 che la finanziaria canadese Bombardier Inc. vorrebbe ridurre la forza lavoro a livello globale di 5000 unità (7.2% degli effettivi), di cui 1300 nella divisione ferroviaria, è seguito il nulla di fatto per l’incontro al ministero dello Sviluppo economico di venerdì 9 novembre, tra rappresentanti dell’azienda, sindacati, Regione e Comune di Vado Ligure, in cui si doveva discutere dei carichi di lavoro dello storico stabilimento ferroviario Bombardier di Vado Ligure.

L’incontro del 9 novembre al Mise, doveva chiarire gli obiettivi industriali ed occupazionali di Bombardier, per quanto riguarda lo stabilimento di Vado Ligure, una volta terminata la commessa di Mercitalia Rail dei locomotori Traxx DC3. Dopo questa commessa, che si prevede terminerà nella seconda metà del 2019, Bombardier non ha ancora indicato come coprire i carichi di lavoro, mettendo così a rischio l’esistenza dello stabilimento ligure.

Come già si era scritto in precedenti articoli, la crisi di Bombardier, a livello globale, è dovuta al settore aerospaziale, mentre il comparto delle costruzioni ferroviarie gode di ottima salute, avendo generato dal 2010 utili per circa 4miliardi di dollari. Utili a cui hanno contribuito anche i progetti italiani, il locomotore E464 realizzato in oltre 700 esemplari, il Frecciarossa 1000 (commessa da 1,5miliardi di €), oltre a numerosi locomotori merci Traxx. Nel 2017 si sono registrati utili per 417milioni, mentre il portafoglio ordini nel settore ferroviario, a livello globale, ammonta ad oltre 34miliardi di dollari.

Ugualmente, a livello nazionale, la crisi dello stabilimento Bombardier di Vado Ligure è poco spiegabile, secondo il recente rapporto del Servizio Studi della Camera dei deputati datato 5 ottobre 2018, il mercato ferroviario nazionale sarebbe interessato, da diversi anni, dal programma definito “cura del ferro”.Programma volto a favorire un rafforzamento del trasporto ferroviario, per garantire un miglior equilibrio sulle modalità di trasporto di persone e merci. Il nuovo Piano Industriale 2017-2026 del Gruppo FS Italiane prevede investimenti per 94 miliardi di €, di cui 73 miliardi per le infrastrutture, 14 miliardi per il materiale rotabile e 7 miliardi per lo sviluppo tecnologico.

Bombardier Transportation è già alleata con la giapponese Hitachi Rail su diversi mercati per sviluppare progetti in comune. Evidenziamo che Hitachi Rail, nel 2016, vinse la grossa commessa da 600milioni per i treni regionali Rock di Trenitalia, a cui partecipò, senza successo, anche Bombardier. “Stiamo cambiando la vita dei pendolari italiani con un piano di investimenti da 4,5 miliardi in nuovi treni e il nuovo treno Rock si inserisce in questa grande operazione industriale che, per valore economico e numero di treni, non ha precedenti in Italia” è quanto dichiarato da Trenitalia. Tenuto conto di questi notevoli investimenti, lo stato di Bombardier Italy è poco comprensibile.

Il comune di Vado Ligure è da anni oggetto di molti interessi, dalla piattaforma APM Terminals, al discusso biodigestore anaerobico sulle aree ex Tirreno Power e nelle vicinanze dello stabilimento Bombardier, sulle aree ex Ferrero, dovrebbe sorgere un centro commerciale.

Ricordiamo nuovamente che nel consiglio comunale dello scorso 4 ottobre il consigliere comunale capogruppo di Vado di Tutti, Pietro Bovero, socialista di lungo corso «da sempre raccontato sulle pagine di cronaca e dello sport di provincia. Chiamato (anni ’80) alla presidenza dell’Iacp (ora Arte), allora definito dai giudici “l’ente più corrotto della provincia.” (Luciano Corrado – Trucioli Savonesi)» dava ormai per spacciata la Bombardier e riguardo al progetto del centro commerciale sulle aree ex Ferrero, contigue allo stabilimento Bombardier, dichiarava “Abbiamo incontrato la proprietà delle aree ex. Ferrero. Se potrà realizzarsi il progetto di recupero e di insediamento di nuove attività commerciali, è disposta ad assumere 250 lavoratori di Bombardier”.

Mazziotta

Il segretario della UIL per il Ponente ligure Gianni Mazziotta, presente al consiglio comunale del 4 ottobre, in qualche modo sembrava fare da spalla a Bovero «Duecentocinquanta posti non capitano tutti i giorni in un’area depressa come la nostra. Tuttavia, noi non possiamo dare per morta Bombardier ma dobbiamo lottare per difenderla e darle un futuro»

Mazziottacomunque continuerebbe a puntare sulla chiusura dello stabilimento di Bombardier “Faccio fatica a credere oggi come ieri che Bombardier voglia tenere aperto il sito di Vado. In Germania producono le macchine multisistema e su Vado lasciano le briciole ovvero le produzioni delle DC3. Come abbiamo detto altre volte se non sono in grado di andare avanti vendano il sito ad altri. Sempre meglio che la lunga agonia che stiamo vivendo.” Ed ancora “Se chiudesse lo stabilimento di Vado, non sarà un passaggio indolore ma ci sarà anche la fine del processo di sviluppo di area di crisi complessa. (La Stampa 11 novembre 2018)

La Fiom CGIL savonese, almeno nelle parole del segretario generale Andrea Mandraccia,è instancabile nella difesa a spada tratta dello stabilimento di Bombardier. “II tempo dell’attesa è esaurito” tuona Mandraccia riguardo al nulla di fatto all’incontro del Mise del 9 novembre. (Il Secolo XIX sabato 10 novembre)

Mandraccia

In ogni caso, per Mandraccia,già in occasione del nulla di fatto all’incontro al Mise del 28 settembre, il tempo era ormai in esaurimento: “Non possiamo aspettare che ci venga detto qualcosa a fine ottobre. Al momento la sopravvivenza della fabbrica di Vado è fissata alla fine del 2019, contando anche i mesi previsti di cassa integrazione straordinaria per l’area di crisi industriale. Poi c’è il vuoto. Il governo ormai deve passare dalle parole ai fatti” (Il Secolo XIX 29 settembre 2018). Mandraccia scarica la colpa della situazione di Bombardier sul governo giallo verde, ottobre è passato e di fatti se ne sono visti pochi.

Giuliano

Il sindaco di Vado, Monica Giuliano (PD), per quanto riguarda gli investimenti sull’alta velocità che potrebbero portare commesse anche a Bombardier, lancia il cerino acceso nelle mani del governo giallo verde “bisogna capire entro dicembre se si sbloccherà questa incertezza sui nuovi investimenti. È un compito che spetta prima di tutto al governo, il resto verrebbe come conseguenza”.

Nel teatrino della politica italiana, dove i vari attori perseguono i loro interessi di bottega, il detto “Francia o Spagna purché se magna” è sempre attuale, a non mangiare, neanche a dirlo, rischiano di essere i lavoratori savonesi, per politici e sindacalisti il tempo per le chiacchere non finisce mai e qualcosa sotto i denti si mette sempre.

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