Ata. Dopo l’assoluzione di Cavaliere

Basta comunicati stampa della vecchia dirigenza.

Su tutta la vicenda sarebbe importante conoscere l’opinione dell’attuale consigliere comunale Marco Ravera ed ex membro del Cda dell’azienda

Finalmente dopo l’assoluzione del lavoratore di Ata la vecchia dirigenza la smetterà di emanare comunicati stampa in cui, per difendersi dalle accuse del bilancio fallimentare, tiravano in ballo i due licenziamenti come atti meritori.

A tal proposito è interessante rileggere, in un articolo di qualche mese fa, le dichiarazioni di uno dei lavoratori coinvolti nella vicenda, Dario Lavagna, che, ancora prima di conoscere l’assoluzione del collega, metteva in risalto il fatto che la vecchia dirigenza utilizzava la sua vicenda e quella del collega per cercare puerili giustificazioni o per distogliere l’attenzione sui veri problemi…LEGGI

Su tutta la vicenda sarebbe importante conoscere anche l’opinione dell’attuale consigliere Marco Ravera.

Da comunista come si è sentito nel ruolo di inquisitore dei lavoratori?

Lui, da membro del CdA avrebbe dovuto vigilare di più sulla partecipata, patrimonio dei cittadini, invece di permettere di sperperare il denaro per cause poi perse, doveva capire che l’azienda si stava indebitando di diversi milioni per scelte sbagliate.

Se fosse stato più accorto, magari il disastro sarebbe stato arginabile, non era difficile capirlo visto che la Cisl e alcuni consiglieri, sia di minoranza che di maggioranza (il suo partito era in maggioranza), in quegli anni avevano sollevato dubbi sulla gestione dell’azienda, dalle spiagge alle acquisizioni dei servizi in vari Comuni

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