TEMPESTA ECONOMICA

(2009, un mondo diverso)

 

 

Da tempo conviviamo con una tempesta economica che opprime tutto il mondo, senza riscontro simile nel corso della nostra storia moderna.

 

Crisi drammatica che incide sul ceto medio-basso, ancor più per i veri bisognosi ai quali vanno assomandosi altri e nuovi poveri: la disoccupazione ha livelli esponenziali, migliaia di operai si ritrovano da un giorno all'altro senza lavoro con l'incubo di non poter più provvedere ad una sussistenza decente per le proprie famiglie.

 

Questa è una crisi aspra che tutti e tutto coinvolge, dall'economia alla politica alla cultura, con difficoltà enormi nell'individuare soluzioni concrete nell'immediato, con il rischio di cadere nella trappola dell'improvvisazione, di rimedi impropri o peggio ancora deleteri.

 

Navighiamo a vista, con i motori imballati, senza una rada dove potersi rifugiare per riparare i danni più urgenti e riprendere a navigare.

 

I grandi padroni dell'economia, dell'industria e del capitale, hanno evidenziato i loro piedi d'argilla, sgretolandosi miseramente: dalle banche ai colossi industriali tutto è in fase di ridimensionamento, sovente con situazioni fallimentari.

 

La difficoltà che attenagliano, portano ad ovvi moralismi:

è difficile comprendere per il semplice cittadino le motivazioni, in chiave di necessità sociale, degli aiuti privilegiati elargiti dai Governi alle banche e ad alcune industrie spesso responsabili in proprio di situazioni critiche.

 

S'insinua conseguentemente un clima d'incomprensione, di sordido rancore, di prevaricazione, di paura verso il prossimo inteso come rivale, si ergono barriere a difesa del proprio territorio e del proprio egoismo.

 

Da tutto ciò è auspicabile che, a termine di questa crisi, l'Uomo possa uscirne fortemente ridimensionato, mortificato e più umile: più riflessivo e responsabile nel costruire il proprio futuro in un mondo assai diverso dall'ieri, necessariamente più solidale nel domani.

 

Gianni Gigliotti

www.azioneriformista.it