Lettera aperta a Paolo Danna

 

Di Rocco Mitidieri

 

In un momento di grande tensione ieri sera mi è sfuggita una battuta un po’ forte ma non sicuramente una sciocchezza, come tu prontamente hai rimarcato. L’aggettivo “vigilata” abbinato al “popolo delle libertà” è usato regolarmente da parecchi editorialisti e commentatori politici indipendenti, perché fotografa in maniera immediata l’organizzazione interna del tuo partito sempre più ad immagine aziendale che ad una struttura democratica.

Ormai a Celle hanno capito tutti, ma proprio tutti che non si è riusciti a costruire una lista unitaria, trasversale, fuori dai partiti perché tu hai contribuito in maniera notevole ad affossarla, in pratica ti sei messo di traverso dopo i primi due incontri. Appena hai avvertito che non avresti potuto essere leader di una lista di questo tipo, hai trasformato forzando la mano, il tuo gruppo in comitato per Paolo Danna sindaco.

Non è affatto vero che la tua sortita è valsa a coprire un pericoloso vuoto politico, bensì è valsa  solamente a mettere le mani avanti perché l’evoluzione degli eventi stava prendendo una direzione che non soddisfaceva appieno le tue aspettative.

Nonostante ciò noi di sinistra, che notoriamente siamo un pò masochisti, ti avevamo fornito un’opportunità unica. “Facciamo le primarie” avevamo proposto, primarie vere, con più candidati e mobilitiamoci per far partecipare il più alto numero di cellesi all’evento. Avevamo anche aggiunto,”se i cellesi sceglieranno Danna, Paolo sarà il candidato di tutti”.

Tu hai snobbato la proposta, bollandola come cosa di sinistra. A destra, hai detto, i candidati vengono scelti, non votati. Però un dubbio è lecito: non sarà per caso che non eri così sicuro di vincerle e quindi meglio non rischiare?

Continui a dire che sei aperto ad ogni contributo, che accoglieresti sotto la tua ala anche gente di sinistra. Ma come, prima i comunisti non andavano bene, ora si?

Vorresti spiegarlo ai cellesi come farai ad erodere alla lista di Zunino almeno 400 voti per vincere le elezioni?

Perché mai uno di sinistra dovrebbe votare te come sindaco, uomo di partito iscritto a Forza Italia e soprattutto dovrebbe votare il simbolo del Popolo delle libertà? Soltanto perché ti opponi a Renato Zunino? Come tu ben sai i presupposti della lista unitaria erano diversi.

Tu e Renato Zunino siete facce della stessa medaglia politica con la differenza che lui è un campione riconosciuto dalla trasversalità della politica degli affari, dell’edilizia intesa come sfruttamento del territorio, e coloro che si riconoscono in questo tipo di politica anche a destra voteranno lui, non te.

Mi unisco anch’io all’appello di Giovanni Durante di ieri sera. Fermati, fermatevi, siete ancora in tempo.

Ritiriamoci tutti perché abbiamo dimostrato di essere incapaci di divincolarci dalle vecchie logiche di potere.

Mettiamoci da parte ed aiutiamo i giovani di Celle a riappropriarsi del loro futuro, a formare una lista veramente di rottura col passato, che si ponga veramente come alternativa alla vecchia politica.

Ce la possono fare, hanno l’entusiasmo giusto.

NB. Ieri sera un gruppo di giovani ci hanno fatto intravedere quali potenzialità , quale volano economico possono rappresentare le ex colonie per il futuro del nostro paese. Ovviamente se l’interesse primario sarà il bene della comunità e non della speculazione.

Invece, secondo notizie confermate direttamente da Renato Zunino durante i suoi giri elettorali, il famoso hotel a 4 o 5 stelle, da realizzare nelle ex colonie milanesi, si trasformerà in un ostello per gli aderenti di Comunione e Liberazione che, come tutti sappiamo, hanno grande ascendente sui vertici della Regione Lombardia. L’organizzazione di questi ostelli prevede turnazioni di tre-quattrocento giovani alla volta e sono totalmente autogestiti. Ritorno per il paese quasi zero, o meglio resta il disagio provocato da moltitudini di giovani quasi militarizzati. Dimenticavo, si farà un piccolo centro congressi. Per i convegni di CL naturalmente.

A questo punto possiamo solo sperare in un miracolo.