Norma anti-Nimby.
Capisco che la cosa sconquassi le menti sinceramente democratiche ed
ambientaliste, ormai da decenni abituate all'esercizio del diritto di veto su
ogni iniziativa, che non sia unicamente conservativa, od almeno
politicamente corretta.
Però questa proposta di legge del P.d.L. mi sembra un sano tentativo (anche se
dannatamente tardivo) di poter levare dai piedi le trappole,
pseudo-ambientaliste, pseudo-sociali e pseudo-paesaggistiche, che hanno di fatto
bloccato le nuove infrastrutture in Italia in questi ultimi decenni (salvo
naturalmente ciò che doveva essere fatto dagli amici, fossero essi di antica
data e di comune militanza, oppure recentemente acquisiti, per meriti più
tangibili...).
Dov'è lo scandalo? Se i Cittadini e/o le associazioni vogliono opporsi, possono
farlo, ma se la loro opposizione risulta poi infondata, capziosa, faziosa e
pretestuosa , è giusto e sacrosanto che risarciscano la Comunità per i danni
provocati.
E' scandaloso proprio il contrario: che cioè il dire "no", sempre ed a tutto,
non comporti alcuna assunzione di responsabilità da parte di chi,
istituzionalmente o per capacità di ricatto psicologico su chi governa la cosa
pubblica, passa la propria vita in questo perverso esercizio e spesso ne trae
vantaggi personali, in varie forme.
Qualora questa legge venisse approvata, essa costituirebbe soltanto un piccolo
passo verso il recupero della vera sovranità democratica, sulla dittatura
ideologica che in pochi esercitano - da troppo tempo - nei confronti della
maggioranza, nel nome di una sedicente superiorità intellettuale (si sa, siamo
tutti bifolchi, salvo quei dotti
maitres à
penser che sanno sempre tutto, dalle mutate abitudini sessuali dei
bruchi dell'amazzonia dovute al riscaldamento ambientale di origine antropica,
fino alle vette più alte dell'architettura della conservazione totale).
Temo però che il solito pifferaio del
politicamente corretto riuscirà a spingere, anche questa volta, i
suoi acritici seguaci verso l'affossamento di questa proposta, essendo essa di
stampo chiaramente berlusconiano, affaristico e magari anche un po' fascista,
tié!
In fondo, è o non è il 25 aprile?