La dichiarazione dell’ Ordine dei Medici di Savona, in risposta all’ articolo comparso in data 12.4.08 sulle pagine economiche del secoloXIX , a cura di Lorenzo Cresci, riguardante le affermazioni del direttore generale di Tirreno Power ingegner Giovanni Gosio.

In tale articolo si ripropone il progetto, già bocciato a livello locale e nazionale nel 2007, grazie anche al fattivo contributo delle organizzazioni di cittadini e dell’ Ordine dei Medici di Savona,di ampliamento della centrale elettrica a carbone di Vado Ligure, con un incremento di produzione di 480 megawatt.

Dottor Paolo Franceschi Referente per i temi ambientali dell’ Ordine dei Medici e degli Odontoiatri di Savona e membro del consiglio direttivo dell’ ISDE Italia ( Internnational association of Doctors for Envitonment).

Risposta a Gosio

Savona, 12.4.08

Nel nostro territorio la principale fonte di inquinanti, tutti cancerogeni e tossici per il cuore, i polmoni e lo sviluppo embrionale, è costituita dalla combustione del carbone. Proprio nel momento in cui la preoccupazione del riscaldamento del pianeta ed il fatto che la combustione del carbone emetta una quantità enorme di anidride carbonica, il più importante gas serra, sta dando il via negli Stati Uniti all’inizio della fine del suo uso nella produzione di energia, ecco che a Vado il Direttore Generale di Tirreno Power torna a proporre l’ ampliamento della centrale a carbone, con il proposito di bruciare altre centinaia di migliaia di tonnellate all’ anno di carbone (oltre al milione di tonnellate attuale) per produrre ulteriori 480 Megawatt di energia, che saranno tutti utilizzati in altre regioni.

Questa proposta, a distanza di un anno dalle solenni bocciature avvenute in sede di presentazione, giunge in un momento in cui nel mondo occidentale sta cambiando radicalmente il modo di affrontare il problema carbone.

L’opposizione al carbone, iniziata dai comitati dei cittadini, si è ormai trasformata in una marea montante. Organizzazioni sanitarie, di agricoltori, i più importanti climatologi e, soprattutto, vari stati americani hanno preso una netta posizione contro il carbone.

E a Vado ci vengono a sbandierare investimenti di 700 milioni di euro, per costruire una centrale che nell’ arco di 10 anni indurrà nell’ ambente che la ospita danni per quasi un miliardo di euro!: i vantaggi ai proprietari, i costi, elevatissimi, alla comunità locale.

Secondo Ecosenseweb (http://ecosenseweb.ier.uni-stuttgart.de/index.html) il software specifico della CE, una centrale a carbone di circa 2000 MW ogni anno causa danni legati alle morti premature, alle malattie, all’agricoltura, agli edifici ed i patrimoni archeologici ed all’effetto serra per una somma pari a oltre 100 milioni di euro.

Quello che non corrisponde al vero non sono i pareri tecnici formulati nel 2007 per bocciare l’ ampliamento della centrale, ma bensì i calcoli erronei su cui si basa il progetto di ampliamento.

La spiegazione è molto semplice: non tenendo conto della produzione di particolato fine secondario (PM2,5 secondario), che rappresenta una parte importante e pericolosissima per la salute umana delle emissioni della centrale, si vorrebbe far credere che l’ adozione di nuove tecnologie produttive possa condurre ad una lieve riduzione delle emissioni di polveri, mentre queste, invece, aumenteranno fino a 30 volte rispetto a quanto dichiarato, data la caratteristica di questo tipo di particolato di non poter essere abbattuto dai filtri, anche i più moderni e potenti, poichè si formano in atmosfera, dopo l’ uscita dai camini (particolato primario condensabile e particolato secondario).

In pratica si pùò calcolare, dai dati grezzi forniti da Tirreno Power, che anziché 150 tonnellate/anno saranno emesse quasi 5000 tonnellate/anno di polveri sottili.

Ovviamente esiste anche una spiegazione pratica del perché ci si possano permettere tali affermazioni erronee: la misurazione delle PM 2,5, dovuta per legge dal 2002 ( D.M.60 del 2002), non è mai iniziata da parte delle pubbliche amministrazioni, e questo permette di presentare progetti di ampliamento della centrale a carbone che non rendono conto di questo dato, ed in particolare delle PM 2,5 secondarie, dichiarando valori di emissioni di particolato molto inferiori, e questo confidando sul fatto che le autorità competenti, non provvedendo agli accertamenti dovuti, preferiscono sorvolare ipocritamente e affrontare così aspetti secondari e non risolutivi, seppur importanti ( la copertura del carbonile, ed altre inadempienze che si potrebbero risolvere in via amministrativa esigendo nelle sedi dovute il rispetto di patti precedentemente sottoscritti e mai fatti rispettare).

A questo proposito mi chiedo come mai gli enti pubblici non esitino a passare a vie legali quando si tratta di riscuotere una tassa da un privato cittadino, e si limitano a sbraitare saltuariamente senza effetto su contratti colossali mai rispettati.

Credete, a noi, ben lungi dall’ evitarlo, farebbe molto piacere avere un confronto chiaro, pubblico e diretto con Tirreno Power su questi argomenti.

Ricordo ancora una volta all’ ingegner Gosio che le nostre affermazioni sono basate su rigorosi lavori scientifici, e non rappresentano "una alzata di scudi.e una preconcetta opposizione", ma, piuttosto sono una risposta ad affermazioni che riteniamo sbagliate ed altamente pericolose per la salute delle persone, che siamo tenuti a tutelare in base all’ articolo 5 del Nuovo Codice Deontologico dei Medici.

Dottor Paolo Franceschi,

Referente per l' Ambiente dell’ Ordine dei Medici di Savona

ISDE: Associazione Internazionale dei Medici per l’ Ambiente.