Mi ha colpito l’editoriale del direttore di MicroMega Flores d’Arcais sulle elezioni del 13 Aprile.
In sostanza egli dice al popolo dei girotondi e della sinistra più radicale:”trascuriamo l’anima e votiamo PD, magari turandoci un po’ il naso.” Passa quindi ad argomentare: “Il mio ragionamento è molto semplice. Si voterà con un sistema-porcata, per mezzo del quale il risultato della croce sulla scheda potrebbe rovesciare il senso che si è inteso dare al voto. Quindi, quali che siano i nostri sentimenti, se contribuiamo a far avere alla coalizione di Veltroni un voto in meno rispetto alla coalizione della destra, avremo cooperato a cinque anni di governo di Berlusconi più con ogni probabilità di un suo settennato da Presidente della repubblica. Penso che l’Italia non possa permetterselo.”
Non ritenevo capace Flores d’Arcais di arrivare a fare un ragionamento così utilitaristico. Sono arrivato anch’io alle stesse conclusioni, però con motivazioni un po’ diverse. Con Berlusconi, se vincerà le elezioni, andrà al potere la prima vera aggregazione di destra populista e fascista dopo la seconda guerra mondiale in Europa. Non potremo neanche esprimere stupore e sorpresa, perché questa volta il Cav. ha operato in modo da far apparire chiarissimi i suoi piani.
Ho già espresso i miei dubbi sul PD, sull’essere sempre di più un partito di centro. Nel popolo della sinistra, dei girotondi c’è stata amarezza e delusione durante la sua fase costituente. Esprimere col voto questa delusione significa
favorire il disegno populista eversivo della coalizione berlusconiana: verrà ridicolizzato il fondamento antifascista della Costituzione, la morsa clericale e oscurantista celebrerà il suo zen: tolleranza zero per gli emarginati e impunità totale per gli amici. Ferrara concluderà vincente la sua battaglia contro l’aborto. Io non credo che la sinistra disillusa voglia questo. E’ giocoforza perciò votare PD e scongiurare il pericolo di veder trasformare la democrazia italiana in una gemella della Russia di Putin.
Dobbiamo credere a Uolter l’Americanino perché ha un progetto. Difficilissimo da realizzare, che è quello di semplificare il paese, per questo spero che abbia una bacchetta magica. Solo così potrà convincere la sua nomenclatura a dimagrire, ad eliminare le province, a riportare le comunità montane ad essere…montane, a ridurre i parlamentari ed i loro stipendi e privilegi, a riformare la burocrazia per renderla più leggera e meno vessatoria, a dimezzare l’esercito che vive con la politica.
Si, c’è proprio bisogno di una magia. A livello locale il discorso è molto diverso.
Se il miracolo avverrà, potremo riprendere il 15 Aprile la nostra battaglia per spezzare l’intreccio politica-affari leciti e non che sta sommergendo di cemento le coste della nostra provincia, con gli ex ds e margheriti sempre in prima fila, ed ora tutti insieme appassionatamente nelle fila del PD. Soprattutto bisogna essere pronti a dare ai cittadini per le amministrative del prossimo anno, un’alternativa a questa politica di paese del vivere alla giornata., depauperando quel che resta del territorio per fare box, senza progettualità per il futuro.
A Celle, si può fare.