LE APPARIZIONI TELEVISIVE DELL' ARCHITETTO FUKSAS

Per chi ancora credesse che l'essere arroganti e beceri sia una prerogativa tipicamente di destra.

Si moltiplicano le apparizioni dell'architetto Fuksas alla trasmissione Anno Zero di Rai2, nella sua nuova veste di opinionista e commentatore intellettuale di sinistra, attribuita in virtù della sua nota militanza ideologica o, più probabilmente, della sua recente storia professionale che lo ha portato sulla cresta dell'onda soprattutto come autore di vistosi progetti solitamente appoggiati da quella sinistra brillantemente definita "della calce e martello" da giornalisti coraggiosi come Peter Gomez (L'Espresso - http://www.uominiliberi.eu/giugno07/espresso.htm) non lontani, per tornare ad Anno Zero, a Marco Travaglio.

Nella trasmissione di ieri sera l'architetto, per sottolineare i noti ed imbarazzanti scivoloni culturali del Cavaliere, che purtroppo sembrano non toccare minimamente il suo elettorato, si esibisce in un appassionato quanto stucchevole elogio del nozionismo, esibendo orgogliosamente una serie di conoscenze forse appena ripassate in camerino. Alle pacate obiezioni di Di Pietro che gli ricorda come si possa essere persone di buon senso e capaci anche senza una cultura particolarmente erudita ("Sono orgoglioso della mie origini contadine"), il nostro conclude con eleganza berlusconiana ("E allora vai a fare il contadino") disilludendo chi ancora credesse che l'essere arroganti e beceri sia una prerogativa tipicamente di destra.

Ma sarà più ridicola per un autoctono la pronuncia all'inglese della parola Waterloo o quella burina esibita orgogliosamente ieri sera da Fuksas?

Invece di sottoporci acriticamente gli interventi dell'architetto come fonte autorevole, preferiremmo che prima egli fosse presentato in modo più approfondito al pubblico, per esempio approfondendo temi delicati e a lui vicini come la recente presa di posizione del governo Zapatero sulla cementificazione delle coste, simili per ispirazione ai provvedimenti dell'amministrazione Soru in Sardegna. Cosa ne pensa di queste "cose di sinistra" il celebre professionista? Come incidono sulla sua deontologia professionale? La sinistra come la intende lui è solo quella che permette di invadere uno specchio di mare (concessione demaniale, ovvero di tutti, lo ricordiamo) per ricavare lo spazio per inutili porticcioli e per ben più redditizi grattacieli di 120 m con annessi e connessi, in barba all'economia turistica di cittadine che moriranno annaspando in mancanza di un ambiente sano ed attraente?

Ci interroghiamo sull'opportunità di concedere spazio a quei personaggi che eravamo soliti etichettare come "Radical Chic", malconci reduci di un 68 tradito e costantemente impegnati nel compiacere i referenti politici che gli consentono di incrementare il fatturato e magari nasconderlo nelle pieghe di qualche conto protetto, galleggiando nelle false opportunità e nei saldi privilegi che questo paese continua a concedere, come galleggeranno nel bel mare savonese gli oblunghi rifiuti organici scaricati dalle nuove 700 barche ospitate nel nuovo porto turistico, in virtù del loro peso specifico minore rispetto all'acqua marina (mediamente 1020 kg/m^3, variabile in funzione di area geografica, stagione e condizioni meteo, per sua cultura, architetto!).

FABIO PETRILLO