EVVIVA! E’ TORNATA L’ELITEMA NESSUNO SE NE ACCORGE ? Un recente annuncio su “Il Sole-24 Ore”: <Vendesi Stabilimento balneare…>. Quella lettera di Scajola ai Bagni Marini: <Sono lieto di comunicarLe che…>. Un’intervista di Orsi al Secolo XIX: <Condividiamo lo sviluppo e le grandi operazioni immobiliari, ma il centrosinistra è per il turismo di massa, noi invece puntiamo al turismo di qualità>. Una bufala clamorosa? Neanche per sogno! Orsi assicura: <Ho lavorato per l’Unione Industriali…>. Albergatori, Bagni Marini, commercianti, esercenti, artigiani, ne prendano atto. “Te Deus Laudamus”. Santo subito! Per il film: “Arrivano i nostri….”. E di ieri la notizia che l’ex capo della segreteria del “big” imperiese, all’epoca in cui era ministro, è indagato per il crack della “Cit” (turismo). L’accusa (da provare): dissipazione post-fallimentare. |
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![]() Claudio Scajola |
SAVONA - L’annuncio che riproduciamo è stato pubblicato almeno un paio di volte sul prestigioso quotidiano della Confindustria (Il Sole-24 Ore) di marzo e dice: <Cedesi in primaria località turistica Riviera di Ponente prestigioso Stabilimento balneare 112 cabine con ristoranti, bar, tabacchi, clientela d’elite. Occasione irripetibile. Agenzia Rosso 3484205191>. (vedi…). Avete letto bene? Clientele d’elite! |
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“Elite”, spiegano i vocabolari della lingua italiana, sta per: <Gruppo ristretto di persone che si distinguono per raffinatezza, livello sociale, ricchezza…>. I racconti nostalgici degli anni ’50 e ’60 con la presenza in Riviera di tanti bei nomi del mondo dell’industria, della finanza, dello spettacolo sono veri, non è la scena di un film, ma i bagnanti miliardari sono sempre rimasti, oppure sono tornati e pochissimi lo sapevano. Nessuno se ne accorge tra albergatori, ristoratori, boutique, gioiellerie? Seconda considerazione. Si potrebbe organizzare una “caccia al tesoro”: cercate, cercate, perché la clientela d’elite c’è, ma si nasconde e la sua esistenza la rivela, forse involontariamente, un’agenzia immobiliare di Loano. Che annuncia: comprate per ….(proviamo ad indovinare? Solo per 4 milioni di euro, quasi otto miliardi delle vecchie lire) e vi portate a casa uno Stabilimento balneare, frequentato da clientela danarosa, che non bada a spese e non ha problemi di arrivare a fine mese. Un affare, dice l’annuncio, davvero “irripetibile!” Terza considerazione. E’ una lezione a quelle “cassandre” che, inascoltate ed ormai fuori moda, sostengono da anni che dobbiamo scordarci il turismo d’elite, quello di qualità, con l’inesorabile scomparsa di centinaia di alberghi, quattro stelle comprese, che procede di pari passo con l’esplosione del redditizio mercato immobiliare, dei monolocali e bilocali da vacanze, da “mordi e fuggi”, da fine settimana caotici sulle rete viaria. Anche se si avvicina la resa dei conti, la crisi per implosione. |
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![]() Riccardo Borgo Presidente del Sindacato Italiano Balneari |
IL MERCATO BOOMDI STABILIMENTI BALNEARI L’annuncio a pagamento forse rivela la ragione del fiorente e molto riservato mercato degli stabilimenti balneari, al centro di un sbalorditivo boom di compravendite. |
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Quasi una gara a comprare e sono ormai diverse decine le società, le finanziarie che si sono assicurate a suon di milioni di euro (ex miliardi) questo o quel stabilimento balneare. E gli sponsor, non sono mancati, soprattutto da parte di chi non perde occasione e ripete di rappresentare il “partito dei valori”, dello “sviluppo”, del “progresso”. Leggete la lettera che Claudio Scajola scrisse ai gestori della Liguria nel febbraio del 2001 (vedi….). Nel luglio 2005, Il Secolo XIX, dava queste cifre (Fonte Pagine Gialle). In Liguria operano 1.016 stabilimenti balneari. Così suddivisi: 586 in provincia di Savona, 152 nell’imperiese, 68 nello spezzino e 210 in provincia di Genova. Quanti stabilimenti sono stati venduti e comprati negli ultimi 20 anni? Quali profitti hanno generato? E’ una categoria privilegiata e protetta? Diciamo che grazie alle capacità dei suoi rappresentanti (tra tutti Riccardo Borgo che non a caso da tempo preferisce la rappresentanza “sindacale” alla politica) riesce a farsi ascoltare, a fare lobby, più di altre associazioni che meriterebbero quantomeno la stessa considerazione ed attenzione. Risultati, dunque, non promesse. In un ponente ligure che da anni perde colpi sul fronte alberghiero, i Bagni vanno in controtendenza, vanno a ruba, si sono moltiplicati e costituiscono attrazione d’investimento per “pochi” privilegiati. Recentemente sul TG 3 Rai, è apparso un Riccardo Borgo, sempre moderato e convincente, che consigliava di procedere gradualmente all’aumento dei canoni. Come non dargli ragione. Il sereno confronto non guasta mai. |
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AI GLI SMEMORATI DI IERI E DI OGGI Per la serie gli “smemorati”, due articoli di giornale. 8 dicembre 2006: Fabio Pozzo su La Stampa: <E’ legata al senato la sorte di oltre mille stabilimenti balneari liguri. All’esame della finanziaria gli aumenti per i canoni demaniali, già approvati alla Camera. In discussione c’è anche l’utilizzo politico della battigia, in particolare il diritto al libero accesso alla spiaggia>. |
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Dichiarava allora Riccardo Borgo, presidente nazionale del Silb (dieci mila associati in Italia): <D’accordo su un incremento dei canoni, ma non capiamo perché tali aumenti, previsti in Finanziaria, debbano per forza significare l’uscita dal mercato di tante imprese, molti di noi saranno costretti a chiudere bottega>. Già, chiudere bottega. Secondo articolo. Il Sole-24 Ore del 11 aprile 2007. <Il ministero dei Trasporti, con decreto 21 novembre 2006, aggiorna i canoni annui per le concessioni demaniali marittime. (Gazzetta Ufficiale n.83)…L’aumento rispetto al 2006 è del 3,75 per cento e si applica anche alle concessioni rilasciate prima del 2007….Nella scorsa legislatura (quella di Berlusconi n.d.r.) era stato approvato un aumento del 300 per cento dei canoni del demanio marittimo. L’incremento secco per tutte le concessioni demaniali aveva suscitato la dura opposizione degli operatori turistici del settore balneare…L’incremento è stato congelato con successive proroghe e non è mai entrato in vigore. La Finanziaria 2007 del governo Prodi ha abolito la norma che aveva triplicato i canoni prevedendo, invece, che gli adeguamenti saranno in futuro calibrati sulla redditività delle singole aree. Toccherà a Regioni, Comuni, autorità portuali coinvolti, elevare i nuovi canoni in via automatica, utilizzando tabelle con percentuali e tariffe prestabilite…Solo alcuni stabilimenti potranno mantenere il vecchio canone, mentre chi svolgerà attività commerciali dovrà pagare una locazione a prezzo di mercato. In cambio di questo saranno date concessioni fino a 50 anni, attualmente si arriva ad un massimo di 19. I tempi per la messa a regime del nuovo sistema non si annunciano brevi>. E puntuale, all’inizio stagione, rieccoci in trincea a “sparare” polemiche, accuse, anche se in campagna elettorale tutto diventa “scena di circo equestre”. E i caldi inviti del diplomatico presidente Borgo, che risultato avevano ed hanno raggiunto? Ovvero: <Il Sib chiede al Senato di demandare a Regione e Comuni la stesura di adeguati piani di utilizzazione delle aree demaniali, in concerto con i gestori balneari. Se esistono problemi siamo pronti ad affrontarli e risolverli, ma ciò deve essere fatto con la conoscenza del territorio e tenendo conto delle esigenze del turismo>. Antonio Fazio (cittadino di Spotorno), che fu anche Direttore generale dell’Azienda di promozione turistica di Genova, quando si presentò alle elezioni per il Parlamento Europeo del 13 giugno 1999, sotto il simbolo dei Popolari, aveva come slogan “Più turismo = Più lavoro”. VERITA’ A FUTURA MEMORIA DEL CANDIDATO ORSI Quale turismo? A Bruno Lugaro che per Il Secolo XIX ha intervistato il candidato di Forza Italia al Senato, Franco Orsi, da 13 anni in Regione, già vice presidente e con assessorati di peso, a precisa domanda (“Di lei si dice che dietro le quinte ha sempre fatto comunella con i Ds, ex Pci, appoggiandone le grandi operazioni immobiliari”), la risposta: <…Sui temi della trasformazione territoriale della Liguria non nascondo una condivisione di idee con il centro sinistra>. Tradotta in realtà la “condivisione di idee”, è sotto gli occhi di tutti, con le conseguenze relative. Nel ponente ligure tracollo del turismo alberghiero, nessuna calamita di investimenti nel settore, corsa alle trasformazioni, agli sfratti, prevalenza della speculazione dovuta al massimo profitto, superaffollamento da week-end in spazi limitati, dequalificazione della clientela, perdita complessiva di posti di lavoro nel settore dell’ospitalità, meno professionalità, retrocessione della qualità della vita per squilibrio tra abitanti-turisti ed infrastrutture, gran fiorire di operazioni immobiliari, con epicentro a Savona, e sempre applaudite dalla “grande stampa”. Di chi è la colpa di questa palese autodistruzione sociale e turistica? L’ineffabile Franco Orsi che propone di rappresentare il “volto nuovo della politica”, dichiara a Lugaro: <Il centro sinistra è per il turismo di massa in Liguria, noi siamo invece per un turismo di qualità>. Libera interpretazione. Prima si distrugge un territorio, i suoi valori, le tradizioni, le realtà economiche e produttive, creando sacche di ingenti profitti parassitari. Poi si fanno i distinguo tra bravi e cattivi. Saranno in molti, in pochi a credere alla “bufala delle bufale”? E cioè che dopo aver distrutto il “vero turismo” (con palazzi, palazzoni, con città cresciute a dismisura, con orti e verde cancellati, con la fuga dell’elite prima, della clientela qualificata poi, la quasi scomparsa degli stranieri e delle più quotate agenzie turistiche e tour-operator), arrivi il sommo “guaritore”.. E grazie al suo “clan” (“Posso vantare di aver lavorato per l’Unione industriali e la mia è una candidatura istituzionale…”) l’industria delle vacanze del ponente ligure potrà finalmente essere miracolata: “Risorgi e cammina”. Luciano Corrado
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