Alcuni cellesi scrivono a Luigi Bertoldi

La gente chiede una lista di rinnovamento a garanzia di una rottura amministrativa col passato

Ormai nota da  giorni la lista emanazione di Renato Zunino formata per inseguire l’ambizioso traguardo del mezzo secolo di occupazione del potere nel segno della cementificazione selvaggia e della distruzione del comparto turistico, mancano pochissime ore all’esordio pubblico di ARIA NUOVA” la compagine di Caterina Mordeglia, la simpatica e “ribelle” Vice Sindaco in carica che ha condiviso tutto della dinastia Zunino tranne la soddisfazione di ricevere lo scettro di candidata a primo cittadino. C’era già il designato a provocare gentili capricci e solo strumentale dissenso, avvolto peraltro in mistico silenzio.

Come del resto nel passato era già successo anni orsono, allo stesso modo, a Michele Manzi. Fuggitivo dopo negate promesse che la dinastia in gran segreto aveva deciso di disattendere per non perdere la emozione di gestire direttamente il potere locale. Si sa che le palpitazioni non si provano solo alla trasmissione della De Filippi ma anche quando ci sono da amministrare tanti progetti (Vedi Promotour, Cooperative varie e alleanze benedette dalla Curia Vescovile)

Una questione di seggiole e non solo,insomma. Non certo tesi alla difesa della centralità degli interessi generali dei cellesi.

E forse anche per questo che l’elettorato cellese, oggi numericamente molto ampio e desideroso di voltare pagina, chiede a Luigi Bertoldi di offrire una vera ed affidabile alternativa amministrativa, lontana anni luce nello stile e nella ispirazione dai compromessia garanzia di totale rottura con le oscurità del passato. Un traguardo invocato a Celle dai pochi rimasti a vivere la storica ambientazione dei carruggi fino a salire alle più interne frazioni. La prima desertificata dal fallimentare sviluppo urbanistico volto a decentrare le seconde costruite e bucate come una forma di Emmenthal Svizzero. Si sa bene che le clientele hanno prodotto molti danni al territorio che nel 1975 era ancora tutto sommato integro ed esteticamente bello. Non è un caso che i residenti caldeggino questi ricordi dal Social “CELLE NEI NOSTRI RICORDI” con fantastiche immagini storiche.

Una alternativa amministrativa irrinunciabile anche per gli operatori economici locali che vorrebbero tornare ad investire con ottimismo e con generoso spirito imprenditoriale. Sì, perché la vocazione turistica a Celle non è un optional, non ha l’alternativa del low cost e della economia degli ulivi.

Questi potrebbero costituire solo una economia complementare alla prima, quando non vengono rasi al suolo dalle cooperative, dalla cementificazione delle colline per asfissiare un settore immobiliare disperatamente saturo e scassato.

Come vocifera qualcuno, in attesa della conclusione dei problemi all’ex Albergo Pescetto e di ulteriori sviluppi sulle Operazione Colonie, arabi permettendo con la benedizione della Curia, la gente chiede a Luigi Bertoldi un segnale di concreta testimonianza per evitare il declino irreversibile del territorio e della gente che ci vive.

Le nuove generazioni gli saranno riconoscenti per sempre.

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