Alberto Landolfi

 CI HA SCRITTO  IL PROCURATORE ALBERTO LANDOLFI
Questa volta approva la nostra obiettività
Egr. sig. Signorile oggi posso apprezzare la sua… obiettività. E’ incredibile: un magistrato dovrebbe vivere rinchiuso nel suo ufficio o nella sua casa, assurgere al ruolo di asociale costituzionale per non ledere una presunta immagine, ormai sfocata e vetusta, dell’uomo di legge. Sì, a volte vado, unitamente ai miei migliori collaboratori (ufficiali dei CC, della Gdf, della Polizia, della Guardia Costiera) a cena, in discoteca (non le nascondo che a volte anche per controllare i figli…), a giocare a calcetto, in spiaggia e di ciò me ne faccio un vanto. Ho sempre diffidato dei moralisti e di coloro che ogni giorno vantano a destra e manca la loro “schiena dritta”…sono i peggiori, i privi di esperienza di vita, i misantropi che poi la schiena la piegano ad ogni occasione (magari per una poltroncina dopo una condanna penale per aver defraudato i propri debitori). Comunque, è ovvio che la foto pubblicata sul sito è stata scattata in altra occasione e poi accostata con non tanto abile montaggio a quella del titolare della Suerte (persona degnissima, contrariamente, purtroppo, a quanto capita molto spesso in tanti altri esercizi pubblici analoghi). Ma la cosa che fa veramente arrabbiare è che si possa così facilmente calunniare e gettare fango sulle persone…ricordo un gran bel intervento di Zinola in proposito. Chi ha scritto non solo non ha minimamente verificato la realtà dei fatti esposti, ma ha anche inventato di sana pianta altri fatti e circostanze, in quanto, da un lato ha riferito mere fantasticherie basate su pure invenzioni e sull’utilizzo distorto di fotografie pubblicate sui siti “ufficiali” della discoteca o, comunque, autorizzati dalla stessa (ma che nulla hanno a che vedere con la presenza sul luogo dello scrivente e degli appartenenti alle forze di polizia che erano con lui), dall’altro, hanno strumentalizzato fatti che riguardano esclusivamente la vita privata dello scrivente e, infine, per sua stessa ammissione, ha riferito mere dicerie. Mi chiedo perché non si indichino i nomi degli appartenenti alle forze di polizia ai quali sarebbe stato impedito di effettuare i controlli all’esercizio e, soprattutto, i nomi di coloro che avrebbero subito pressioni in tal senso da parte di questo magistrato?!

 

Inoltre, per quanto è dato sapere da chi scrive, il quale ovviamente non è mai stato tenuto a svolgere accertamenti di carattere amministrativo, il locale “La Suerte” è sempre stato oggetto di vari controlli (circostanza questa documentata e facilmente accertabile) e ha subito accertamenti di tutti i tipi e da parte di tutte le forze di polizia (compresa la Polizia Municipale), sul lavoro, sul numero dei presenti, sulla sicurezza, finanche da parte della SIAE, con irrogazione anche di molteplici elevate sanzioni. Inoltre, la società proprietaria del locale nel corso del 2009 sarebbe stata oggetto di due accertamenti fiscali presuntivi. Insomma, pare che la presenza dello scrivente e dei suoi collaboratori non abbia affatto giovato la Suerte, anzi l’abbia forse danneggiata!

L’ultimo paradosso? Vengo ritratto con una persona che e’ stata ignobilmente definita “in altro sito a lei ben conosciuto“ come una signorina che svolge la più antica professione del mondo”. Ma la signora in questione, una cittadina italiana di origini arabe, altro non era che il consulente tecnico l’interprete/traduttore del P.M., perito interprete/traduttore del Tribunale ed ausilaria della P.G. (per lo più conto dei P.M. Ferro e Paolucci e di molti Giudici del Tribunale) in svariate indagini/dibattimenti nelle quali è stato necessario tradurre e trascrivere conversazioni telefoniche in lingua araba intercettate; la stessa era presente nell’esercizio pubblico il giorno in questione unitamente ad ufficiali di P.G. dei vari corpi di polizia. Cosa altro aggiungere? Nulla, attenderò il giudizio, magari per anni come già è successo (vedasi la querela all’ex assessore di Savona).     

Mi scusi per la lunghezza e gli errori dovuti alla scrittura di getto.

Cordialità. 

Alberto Landolfi. 

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