Alassio

Errare è umano, perseverare è diabolico”, non c’è altro modo per stigmatizzare la posizione di Alassio riguardo al depuratore.
Di fronte a un progetto comprensoriale che va avanti è assurdo intestardirsi a voler realizzare a tutti i costi un proprio depuratore, fingendo di ignorare che questa realizzazione oltre al bagno di sangue economico andrà anche a deturpare l’ultimo angolo incontaminato del litorale alassino. Un accanimento inspiegabile che fa sorgere qualche dubbio…
Da parte mia, che con la mia amministrazione avevo iniziato l’iter per la realizzazione del depuratore di Sant’Anna, acquisendo, tra le altre cose, l’area del camping, ho già più volte e in sedi diverse espresso il mio totale ripensamento riguardo a questo progetto che, all’epoca della sua prima ideazione non aveva altre alternative.
Oggi l’alternativa c’è e sarebbe criminale non approfittarne, portando, una volta tanto Alassio a cooperare con le altre comunità circostanti e non schierandola sempre e solo in antagonismi campanilistici propri di altri tempi.
Una scelta quella dell’adesione al depuratore comprensoriale troppo importante e epocale per la collettività alassina che non può essere presa da un’amministrazione come l’attuale ormai in disarmo, divisa da lotte di successione, disattenta ai problemi della Città.
Alassio ha aspettato tanto, troppo, di risolvere il problema depuratore ma penso che questa volta valga la pena  fermarsi ad aspettare l’ormai prossimo rinnovo del Consiglio Comunale alassino, mettendo questa adesione o meno al depuratore comprensoriale come uno dei punti fondanti di quegli schieramenti che si presenteranno alle elezioni. Solo così si avrà la certezza di fare una cosa condivisa dagli Alassini e non imposta con un colpo di coda da un’amministrazione asfittica. 
Alassio 18.03.2010                                                                Roberto Avogadro
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