Spett.le Redazione

Uomini Liberi

 

 

Ho letto con curiosità... la lettera  ...di Roberto De Cia. Egli sa bene che quando si verificò una palese situazione di crisi in ACTS questa fosse più dovuta a frizioni interne indipendenti da questioni gestionali ma che le fecero emergere nella loro evidenza.

In Consiglio Comunale allora dissi che ACTS Linea era un'azienda "strutturalmente sana". V'erano evidenti problemi che riguardavano l'idea di ampliare (com'era stato fatto) competenze di ACTS SpA con numerose attività poco coerenti con la missione aziendale e un complesso sistema di razionale impiego del personale(15 dipendenti per ACTS SpA, tra i quali 1 dirigente e 5 capi servizio) che costituiva una vera e propria anomalia. Il compito affidato ai nuovi CdA delle due società fu proprio quello di operare un risanamento che realmente non andasse a "incrociare" i bilanci delle due aziende e li mettesse in trasparenza. Detti personalmente l'indirizzo al Presidente Marson di avviare uno studio preliminare per una fusione di SAR e ACTS per ottemperare al protocollo d'intesa siglato nel precedente mandato amministrativo della Provincia tra il sottoscritto, l'assessore Pesce, i rappresentanti delle due Società e le OO.SS. dei Lavoratori.

Quel protocollo d'intesa con l'amministrazione Bertolotto rimase lettera morta. Disponibilissimo a qualsiasi approfondimento anche sulle responsabilità politiche che ne impedirono l'attuazione. Una cosa soltanto però è bene dirla: che la principale motivazione burocratica dell'impedimento fosse la divisione provinciale in due bacini di traffico era una bufala.

La città di Roma è divisa in tredici bacini di traffico ma l'azienda di trasporto è unica. Questo, De Cia, che fu anche Segretario Provinciale dei DS, dovrebbe ricordarlo come la principale ragione per la quale oggi i cittadini della provincia sono costretti a sopportare costi che avrebbero potuto essere evitati fin d'allora.

 

Paolo Caviglia

Vicesindaco di Savona