GENOVA  PORTO ANTICO  -   MARTEDI’  24 AGOSTO ORE 18.

 

UNA FOLLA STRABOCCANTE HA  ACCOLTO   DARIO FRANCESCHINI, SEGRETARIO NAZIONALE DEL PARTITO DEMOCRATICO.

  

“Non scegliete il   Segretario  in base  al Suo glorioso luogo di   provenienza,  ma solo  per il luogo dove vuole andare“.

Presi da improvvise e giustificate allucinazioni  estive, tanto torride da togliere il respiro ma non la  fantastica immaginazione, i due inviati di Uomini Liberi si tuffano nel ricordo  del passato.

Quel glorioso luogo di provenienza avrebbe benissimo potuto riferirsi al tempo in cui Francesco Accordino, insieme a Franco Orsi, Antonio Rossello, Marco Averna, Riccardo Viaggi, Maurizio Scarfi, Pietro Santi ed altri, animavano la savonese sinistra democristiana guidata a Roma  da Benigno Zaccagnini  e dal giovane dirigente Dario Franceschini.

Poi la politica che è divenuta un po’  acrobazia ed un po’ mercato delle vacche, ha registrato il passaggio di certi alla corte di  Sua Maestà Claudio Scajola, facendo un gran bel salto e rinnegando la memoria del passato.

Alla sostanza della politica si  è preferita la magia  ubriacante  della immagine, perché in questo modo il consenso è più facile da catturare. I gesti più importanti sono quelli che si mostrano, non quelli che si compiono. Come quando si sceglie di  cavalcare  il trattore come se si fosse un torero.

 

 

L’ intervista di Gianni Riotta, ex Direttore del Tg 1 e Direttore del Sole 24 Ore  a Dario  Franceschini.

  

“Oggi prima di arrivare a Genova, sono stato ad Albenga  dove ho inaugurato un mio comitato elettorale. Poi nella Vostra città  ho visitato in compagnia del Sindaco Marta Vincenzi, i luoghi storici  legati alla  Resistenza  ed alla  Costituzione perché ho il convincimento che ci sono valori fondativi della democrazia che non dobbiamo mai dimenticare.

E’ un patrimonio genetico che abbiamo il dovere di tramandare ai posteri.”

  

Riotta -    Quindi Franceschini, da qui partendo, proviamo ad illustrare al folto pubblico della Festa Democratica accorso ad  ascoltarla, quali sono le sue preoccupazioni prioritarie da Segretario in carica  e da candidato alle Elezioni Primarie               

 

Franceschini  - Io ho due tipi di preoccupazioni:

1) Che nel contesto della globalizzazione, L’Italia non riesca ad esprimersi e manifestarsi con tutta la sua forza, non riesca  ad esternare la sua vera ed autentica vocazione di paese importante.

2) Ho la preoccupazione della difesa della democrazia e della sua qualità istituzionale. Esiste un incombente  pericolo  di assuefazione che porta a considerare anche le esternazioni più  inqualificabili  solo leggeri infortuni ed incidenti, delle casuali e perdonabili distrazioni.

 

Noi per questo abbiamo il dovere, da vero partito riformista, di alzare la voce e criticare. Non ha senso in questo caso essere buonisti e lasciare andare. Noi spesso assistiamo ad attacchi in cui veniamo banalmente tacciati di  pregiudiziale anti berlusconismo. Eppure avremmo ed abbiamo il compito ed il diritto di criticare .Quando assistiamo al problema della sicurezza cui non si da risposta con la Polizia ed i Carabinieri, ma con le ronde di volontari; quando il Parlamento viene mortificato nelle sue funzioni di sede istituzionale di pubblico e decisionale dibattito; quando il Presidente del Consiglio incita gli imprenditori a rinunciare a fare pubblicità sugli organi di stampa che a  Lui non sono sudditi, beh…allora vuole dire che constatiamo una caduta libera della democrazia e dei suoi connotati qualitativi. Alla nostra indignazione dobbiamo rispondere rifondando la qualità della democrazia italiana.

Riotta -   Veltroni ha detto: “Non siamo riusciti ad aprire un proficuo dialogo”.

 Vacca ha detto: “Si è fatto  troppa politica affidandola al carisma personale”. 

Fassino ha detto: ”Tutto questo non è vero”. 

 

Allora  Franceschini dove dimora la verità?

Franceschini -   Noi abbiamo commesso l’errore  di identificare il nostro antagonista in Silvio Berlusconi. Invece non è così. E’ il Pdl  e la trasposizione automatica di Forza Italia in esso, l’oggetto della nostra attenzione. Lì constatiamo che non c’è cultura di partito ed appena Berlusconi sarà superato la destra italiana ritroverà tutta la Sua autorevolezza e carisma nell’agire politico. Però, mentre loro hanno saputo far passare alcuni precisi messaggi al loro elettorato, noi non siamo stati capaci di fare altrettanto.

Abbiamo vissuto solo affidandoci alla valenza storica di eredità gloriose e tradizionali. In poche parole, il riformismo progressista ha rinunciato a  rappresentare l’ alternativa alla destra.

Si guardi Obama: lui si  è proposto  vincente con una nuova gerarchia di diversi valori.

Anche in Italia, la crisi ci dovrebbe spingere ad individuare un nuovo modello di società che si basi non solo su  protezioni corporative e competizione, ma su di una vasta gamma e confronto di nuovi valori.

 

Riotta -  Nel Nord e Nord Est produttivi, gli elettori non si riconoscono da molto tempo nel Partito Democratico ?

 

Franceschini -  In effetti  dobbiamo formulare proposte concrete  per riuscire di nuovo a parlare a questi pezzi di paese. Oggi la ricetta vincente è trasversale : la produzione di una buona e proficua idea deve accomunare l’impresa ed anche l’operaio. E’ convenienza di ambedue e del sistema paese. Il mondo del lavoro deve proteggere in egual modo i due protagonisti della catena produttiva.

Riotta -  Secondo uno studio della  CGIL  e della Confindustria, in autunno la disoccupazione e la cassa integrazione cresceranno vertiginosamente. Cosa ne pensa?

  

Franceschini-  Bisogna avviare riforme strutturali  e nel contempo applicare misure d’emergenza .Ci sono imprese e persone che non ce la possono fare in questo orizzonte e questo significherebbe allungare  i  tempi della crisi. Noi saremmo pronti  a collaborare , ma spesso ci viene opposto una sorta di sistematico autoritarismo.

 

Riotta -  Da più  parti si vocifera che  Bersani  abbia già vinto il Congresso?

  

Franceschini -   Alla fine il vero vincitore sarà il Partito Democratico, come vero contenitore  di un confronto interno e strumento di univoca rappresentazione politica all’esterno. Troppo spesso i litigi nel recente passato hanno offuscato il PD.

 

Riotta -  Il candidato Franceschini vuole dire qualche cosa per convincere gli incerti?

  

Franceschini -  Io ho solo il dovere di illustrare la mia proposta, aspettando che siano gli altri ad evidenziare  le loro differenze.

  

Riotta -  Sembra che Berlusconi abbia proposto all’UDC la Presidenza della Regione Piemonte in cambio dell’estensione dell’alleanza in tutta Italia?

 

Franceschini  -   E’ proprio questa visione che mi trova dissenziente. E’  paradossale ed incomprensibile che chi promuove autonomia e federalismo si avvalga di tali scambi politici che poco riguardano la limpidezza delle rappresentanze politiche locali.

  

Riotta – E Antonio Di Pietro?  E l’esercito di attività editoriale in arrivo in suo sostegno nel prossimo autunno?

 

Franceschini -  Lui rappresenta un'altra legittima opposizione. Il tempo ci dirà e ci permetterà di capire se potremo collaborare.

Noi non ci scordiamo che  l’avversario non è lui.

 

Riotta  - Il sociologo De Rita  sembra che ormai creda poco alle Riforme, dia cioè più credito alla società della mucillagine .

  

 Franceschini -  In effetti   il nostro paese  avrebbe bisogno di una grande scossa. E’ chiuso ed affida la sua sopravvivenza alla disperata difesa di parti di società che fossilizzate impediscono la emersione del capitale umano vero, ricco, innovativo, quello che fa veramente crescere e sviluppare un paese, quello che assegna le stesse possibilità a tutti indipendentemente dalle loro origini sociali ed economiche.

 

 Riotta -  Vorrebbe lanciare un ultimo appello a tutti gli  elettori del Partito Democratico ed a quelli qui presenti alla  Festa?

 

 Franceschini -  Chiedo a tutti, per il futuro del Partito Democratico, di  non  scegliere il Segretario in base al Suo glorioso luogo di provenienza, ma in base al luogo dove vuole andare.