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SAVONA -
POCHEZZA POLITICA IN MANO A POCHI Non deve stupire la pochezza politica savonese, saldamente in mano a pochi personaggi intenti unicamente a perpetrare il proprio potere. Tessere acquistate al mercatino delle pulci, congressi taroccati o semplicemente mai fatti, organizzazioni “esoteriche” che piazzano nei direttivi personale di riferimento grazie a leccapiedi che aprono loro le porte cacciando chi si oppone, assessori nuovi di zecca che vanno in sindrome da potere al primo bottone premuto. Le nefandezze oramai non si contano più. PDL e PD sono imbarcaderi per democristiani riciclati con i loro capoccia Scajola e Burlando a spartirsi allegramente la Liguria. |
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La Lega Nord è invasa da cacciatori di poltrone pronti ad usare anche la carta igienica verde padania se questo servisse ad ottenere un posticino dove poggiare le sacre terga. Si sussurra immigrati clandestini stiano facendo affari d’oro con fazzoletti e cravatte padane vendute sottobanco a riciclati savonesi, ma forse è solo una leggenda metropolitana. Tutto questo circo equestre nasce dai partiti nazionali di riferimento, dove la democrazia interna è assolutamente inesistente: il nucleo centrale di comando combatte incessantemente per conquistare il controllo del proprio schieramento e per questo deve assicurarsi il maggior numero di amici, possibilmente non troppo combattivi e pronti a seguire qualsiasi linea venga loro indicata in cambio di porzioni di potere. La situazione viene dilatata a dismisura nelle periferie, categoria di appartenenza della nostra Savona, dove la politica sul territorio non esiste più da anni e il controllo dei diritti elettorali sul simbolo del partito di turno è il solo interesse esistente. In parole povere, i capibranco non hanno alcun interesse a far crescere politicamente e culturalmente il proprio schieramento ma cercano unicamente di assicurarsene il consenso. I simboli sono in mano a personaggi ai quali non frega niente dell’ideale politico ma unicamente puntano a conservarsi classe dirigente con il possesso di un copyright capace di garantire successo elettorale. E di conseguenza dispensare affari da realizzare senza troppi intoppi. Questo garantisce un sistema dove il potere è da tempo immemorabile in mano a lobby economiche trasversali, bravissime a corrodere dall'interno qualsiasi velleità politica non allineata. E non deve ingannare neppure la collocazione politica, la differenza è unicamente data dalla percentuale di potere che spetta ai vincitori e agli sconfitti che comunque azzanneranno un pezzo di torta, quindi meglio star tranquilli ad aspettare il becchime. Per gli affari di grande portata economica, tipo Maersk o altri orrori similari, l’intesa bipartisan è invece ovviamente garantita compresa l’assistenza sociale ai trombati della parte avversa. Poveracci, debbono pur mangiare… Bello se dal basso, dalla gente savonese che tutte le mattina si alza incazzata per produrre il mangime necessario al potere, salisse un’ondata capace di travolgere questa pseudo-politica. Vado Ligure e il sindaco Caviglia qualcosa hanno insegnato? Falco Savonese
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