PAOLO CAVIGLIA, IL CONSOLE SOCIALISTA
Abbondano sempre (come il mitico rancio militare, "ottimo e
abbondante") i soliti "messer cacalicchio" che ad ogni batter di ali di farfalla, si affannano a chiedere le dimissioni di Tizio e Caio, mai di Sempronio quando è compare della propria combricola.
Come "Azione Riormista", di storica e chiarissima matrice socialista, ma anche la ns. redazione con un paio di e-mail, siamo stati sollecitati ad unirci al coro, e non solo, di coloro che chiedono (come riportato dalla stampa locale) le dimissioni del Dr. Paolo Caviglia, vice Sindaco del Comune di Savona, a tutt'oggi "padre padrone" del Partito
Socialista: a motivo delle non poche e scabrose polemiche ultime, ACTS, disgregamento dello stesso partito socialista e quant'altro, "il tutto" come ben documentato e pubblicato dal blog www.uominiliberi.eu.
Premesso: le "dimissioni", sollecitate o non, sono un fatto di sensibilità personale, di cultura, di capacità di comprendere quando un percorso volge al termine, di rispetto verso se stesso e il prossimo coinvolto.
Ma mai, diciamo mai in termini assoluti, "Azione Riformista"
si è permessa di richiedere, sollecitare le dimissioni di alcuno!
Da lungo tempo, abbiamo analizzato, evidenziato e reso pubblico fatti e comportamenti a nostro parere non consoni a rappresentare un ideale politico di partito, invitando la "casta" dirigente a rapportarsi lealmente con i cittadini elettori e compagni di ventura senza considerali sempre e comunque degli allocchi: in verità con pochi realistici risultati, avendo avuto a che fare evidentemente con dei sordi, dei ciechi e dei ....(ognuno completi come reputi consone).
Abbiamo denunciato, e qui lo ripetiamo, il "vuoto spinto"
perpetuato ad oltranza da questi "signori personaggi" nei riguardi dei giovani, dei volenterosi che avrebbero voluto essere partecipi della vita politica del partito, rinnovarlo e farlo crescere: per paura? Incapacità di dialogare? O quant'altro ancor più di scabroso o inconfessabile?.
Per carità di patria, non elenchiamo quanti compagni hanno abbandonato al suo destino il partito, con sentimenti di tristezza e rabbia.
Ma con tutto ciò, "Azione Riformista", qual'è il suo compito primario di dialogo, incontro, analisi ed osservazione, capacità nel suggerire percorsi alternativi moderni, riafferma la volontà e il diritto di non abdicare, di voler lavorare con passione (se non fosse altro per sperare) nell'intento di una ritrovata unità e partecipazione di azioni, con la riproposizione di quel grande partito socialista riformista che è stato - e che a dispetto di alcuni sempre lo sarà - il cuore pulsante e la mente razionale dell'uomo e della sua epopea.
Paolo Caviglia è chiamato ad essere il padre storico e riconosciuto, nell'esperienza del bene e del male trascorso, del divenire luminoso e imprescindibile del partito socialista savonese: chi ne chiede le "dimissioni", evidentemente e come spesso accade, poco ha compreso del personaggio o peggio ancora è in malafede: sintomi gravi e pericolosi di interpretare la poltica.
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