La velocità: una foglia di fico.

In mezzo ai tanti slogan che la comunicazione di massa ci infligge in modo sempre più subdolo ed efficace, la relazione bi-univoca tra incidenti stradali e velocità eccessiva è tra i più semplicistici ed anche uno dei più fuorvianti e dannosi.

Dire che la velocità – in sé - è la causa degli incidenti stradali, equivale a sostenere che se un tizio viene ucciso da un colpo di pistola,  è solo colpa dell’eccessiva velocità del proiettile, e non della volontà omicida o dell’imperizia di chi ha maneggiato l’arma.

La velocità in se stessa non è un parametro serio per determinare l’origine degli incidenti, o per discriminare il viaggiar sicuri dal viaggiare pericolosamente: essa è soltanto un parametro comodo per sollevare da ogni responsabilità i gestori per le (spesso enormi e colpevoli) carenze infrastrutturali delle strade da loro gestite e per dimenticare che l’imperizia nella guida è un fenomeno estremamente grave e diffuso.

Guidare senza averne la necessaria perizia, o guidare su strade con gravi carenze infrastrutturali e/o scarsa manutenzione è il vero pericolo, cui va aggiunta la distrazione e l’alterazione dei riflessi, data da ubriachezza o da uso di droghe.

Chi sa guidare e lo fa in tutta coscienza, è perfettamente in grado di stabilire da sé quale sia la velocità di sicurezza, in ogni situazione e non servono limiti imposti, spesso assurdi ed uguali per tutti, utili solo a far cassa con gli autovelox ed a far dormire sonni tranquilli ai cattivi gestori delle strade.

E’ fin troppo facile, quando un motociclista od un automobilista muore, dire che andava troppo forte. Può darsi che, per imperizia, andasse davvero troppo forte in quella determinata situazione. Se invece qualcuno gli ha tagliato la strada, magari andando pianissimo, anche quella è solo imperizia, o distrazione, ma dell’altro.

Per lo stesso principio, se il malcapitato ha trovato un’improvvisa buca, scarsa aderenza o sconnessione nell’asfalto, il gestore non si può nascondere dietro il presunto superamento di un limite di velocità, magari ridicolo, che serve solo a parare le sue ignave terga, in caso di incidente.

Stella, 9 agosto 2008.                                  Emilio Barlocco