CELLE  E  LA  NUOVA  DEMOCRAZIA

 Di   ROCCO  MITIDIERI

 

Avevo concluso il mio intervento sul voto utile prima del nefasto 15 Aprile, affermando che se Uolter avesse fatto il miracolo, avremmo poi potuto concentrare ogni sforzo a livello locale per ribaltare una situazione politica ormai cristallizzata e deteriorata.

Il miracolo non c’è stato, anzi, la sua campagna elettorale mirata a trasformare gli italiani in un popolo direi nord-europeo, li ha spaventati parecchio tanto da “costringerli” a votare in massa per l’amato Silvio.

Con un groppo in gola grosso così, che immagino dovranno avere tutti i veri democratici, riprendiamo ad interessarci dei nostri piccoli problemi quotidiani, che poi tanto piccoli non sono visto che sono assurti alla ribalta delle cronache nazionali e ripresi in libri-inchiesta diventati famosi. Ho appena finito di leggere il lavoro di Marco Preve e Ferruccio Sansa “Il partito del cemento”. Ero come tanti a conoscenza dei singoli fatti che riguardano la nostra provincia ma, inseriti in un contesto organico di un puzzle che era stato elaborato nei primi anni 90, mi ha provocato stupore e costernazione.

Più della trasversalità del partito del cemento che non fa più notizia, mi ha colpito la trama che avvolge in un groviglio in apparenza inestricabile, gli aderenti all’associazione “il maestrale”, creatura di Claudio Burlando, associazione che dovrebbe essere culturale ma in realtà vero centro di potere trasversale che lega a filo doppio politici, imprenditori, amministratori, banchieri, faccendieri ecc. della Liguria e non solo. Mi è venuto in mente un certo Licio Gelli. Pur facendo ogni sforzo, non riesco a vedere il Maestrale come un’associazione filantropica culturale, mi appare sempre di più come una loggia massonica.

Non posso e non voglio rassegnarmi al pensiero dominante che ben esprime il mio amico Livio Giraudo durante le discussioni che ogni tanto facciamo davanti ad una bottiglia di Vermentino.

Egli afferma che il destino della Liguria è questo, essere terra subalterna alla ricca Padania,e per sopravvivere deve sottostare ai voleri ed alle richieste di questa gente che sono sempre più residenze, porticcioli, parcheggi per i loro SUV.

Dice Marco Travaglio nella prefazione del libro:”c’è nostalgia per una terra che un tempo attirava uomini di cultura da tutto il mondo ed oggi calamita palazzinari e professionisti del brutto…la nostra striscia di Gaza senza bombe (aggiungo per ora) ma tutto asfalto e cemento”. Vorrei completare il concetto, facilitati in questa loro opera di depauperamento del territorio da una classe politica che partecipa a pieno titolo al business. Gli speculatori, gli avventurieri senza scrupolo sono sempre esistiti. Io ho il ricordo ben vivo dei tempi in cui politici ed amministratori locali erano l’ultimo baluardo contro la speculazione e miravano a fare esclusivamente gli interessi delle comunità rappresentate.

Ha fatto un certo rumore a Celle la notizia delle dimissioni di Michele Manzi da vicesindaco e da consigliere. Non è stato certo un fulmine a ciel sereno. Già la sua adesione al PD era stata sofferta e titubante; in quel momento sarà stato rassicurato  e pertanto saltò il fosso. In politica si sa le promesse molto spesso sono da marinaio e così il nostro uomo, appena avuta la certezza che non sarebbe mai stato il candidato sindaco del centro-sinistra, ha levato il disturbo. Bisogna capirlo Michele, ed il suo stato d’animo fa tenerezza: ha speso una vita politica per raggiungere quell’obbiettivo, ha dovuto saltare in braccio agli aborriti comunisti e quando era lì per tagliare il traguardo, è apparso l’orco con la barba che l’ha riportato alla cruda realtà.

Ora troverà approdi più sicuri e consoni alla sua visione politica.

Ma un dubbio ci rimane: E’ stata solamente questa la causa scatenante delle dimissioni o c’è dell’altro che ha contribuito a maturare la decisione? Io penso che vi sia più di una concausa.

Michele è stato pesantemente tirato in ballo da Preve e Sansa in merito alla vendita dei box del rilevato. Sicuramente fra gli amministratori è quello che ne è uscito peggio. Uomini liberi ha calcato ulteriormente la mano nell’evidenziare situazioni ed episodi.

La pubblicazione sempre su Uomini liberi dell’articolo denuncia di Corrado e Bertoldi sulla storia tribolata  del Pennello del Buffou, storia dove è riportata una dettagliata serie di atti illegittimi da parte degli amministratori, e di cui al momento non si conosce ancora se vi sarà un risvolto giudiziario. Tutto questo potrebbe averlo convinto ad abbandonare la barca amministrativa pensando che questa stia per affrontare in questi ultimi mesi di mandato acque infide.

Se le cose stanno così, per i peones della maggioranza va come sempre tutto bene, non hanno domande da porre, da porsi?

Anche per Fabio Pastorino? Io lo ricordo negli incontri del Laboratorio molto attento ai problemi etici, ai problemi di salvaguardia del territorio, al risanamento ed urbanizzazione delle Colonie milanesi. E’ accettabile per lui che si dia per certo che anche per le colonie si inneschi un iter simile  al rilevato che porterà a variare il PUC per permettere il residenziale, poi a rivariarlo con la conferenza dei servizi per sanare gli eventuali abusi che sicuramente ci saranno.

Ha partecipato anche lui alla delegazione del Laboratorio per richiedere al sindaco l’assoluto rispetto delle destinazioni d’uso previste dal PUC.

Penso che l’attuale classe politica di Celle abbia abbondantemente esaurito la propria credibilità e ci sia bisogno di un radicale cambiamento per tentare di risollevare le sorti del paese.

C’è bisogno di una” nuova democrazia”.

E’ già da qualche tempo che un gruppo di cittadini cellesi opera in questa direzione ed ha dato vita ad un movimento politico-culturale e che ha già raccolto l’adesione ed il consenso di numerosi cellesi. Per ribadire meglio questi principi ispiratori, gli è stato dato  il nome di “Nuova Democrazia”.

Tra i promotori del movimento vi sono Luigi Bertoldi, Caterina Bosio, Claudio Giampieri ed il sottoscritto.