Luca Becce e l'acts
Da Giorgio Magni Coordinatore provinciale PARTITO COMUNISTA dei LAVORATORI
Leggiamo sul secoloXiX un intervento di Luca Becce (definito uomo di sinistra) che sempre a detta dell'articolista "bacchetta" i sindacati, e, non l'articolista...LEGGI... ma il Luca Becce, nella sua foga di difensore della azienda delle quale è il vice presidente, dimentica forse ad arte che :
1 sindacati presenti in azienda sono quattro e non tre
2 che il primo sciopero (nazionale) rivendicava il rinnovo del contratto da due anni ancora fermo e quindi non collegato con la situazione aziendale dell'ACTS
3 questo sciopero aziendale esprime lo scontento dei lavoratori, in particolare del personale viaggiante
Fatte queste precisazioni a noi pare che il tentativo del vice presidente di criminalizzare i lavoratori, che difendono i loro diritti ed anche evidenziano la mancanza di un dialogo serio, sia non proprio da uomo di sinistra; e questo però è un problema del Becce. Il problema reale visto da una parte politica e anche dalla parte degli utenti e ben diverso da quanto afferma il vice presidente dell'Acts.
Consiglieremmo a Becce di fare qualche viaggio sui mezzi dell'Acts e probabilmente si renderebbe conto che la situazione del personale viaggiante è ben grave: per turni massacranti la continua richiesta di saltare i riposi, i mezzi che si guastano in continuazione e con gli addetti al movimento che spesso non sanno come ovviare ai guasti per la mancanza di pezzi di ricambio, e 7o per la mancanza di mezzi sostitutivi.
A noi pare grave che Luca becce tenti di addossare ai lavoratori la responsabilità deelle situazioni di disagio presenti o di aggravare quelle future.
Il dato reale veramente eclatante è che i lavoratori dell'Acts siano i primi a pagare un disastro di cui non sono certamente responsabili; derivato dalla insipienza e incapacità di dirigenti passati, ma che ad avviso delle maestranze il ripiano del buco e il rilancio dell'azienda, contrariamente a quanto dice il vice presidente grava essenzialmente, ora, sulle loro spalle ed presto graverà anche sull'utenza.
Non vogliamo scendere nel merito della qualità dei rapporti tra lavoratori ed azienda: ma l'affermazione del vice presidente che per i dipendenti era valido l'assioma "tanto qualcuno ripianerà"e non solo sbagliata ma mendace:E se qualcuno in passato aveva quel pensiero non erano certamente i lavoratori quantomeno la grande maggioranza (salvo qualcuno che era nella "manica" dei massi mi dirigenti) .
Vorremmo dare un ultimo consiglio ai dirigenti dell'Acts: senza l'apporto dei lavoratori convinto e responsabile non si risanano le azienda, e in questo momento; per esperienza diretta, vediamo che questo rapporto non c'è
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