TORNA GIGLIOLA? A FERRAGOSTO

“AMORE MIO” NON TI (RI)CONOSCO

      (A “Uomini Liberi” c’è un pirata in redazione)

 

      Luciano Corrado

 

Anna Maria (Gigliola) Guerinoni nell'agosto 1989 (archivio Foto Gallo)

Savona – Cara Gigliola, sono un  (ex) fans della “mantide story”. Ho letto su La Stampa, di martedì 12 agosto, l’articolo a tutta pagina titolato “Cairo, ventuno anni fa l’omicidio di Cesare Brin”. Il servizio l’ha scritto, da Cairo Montenotte, Mauro Camoirano. E’ stato carino nei tuoi riguardi. Volevi non invecchiare? Eccoti: <…Ora, a 58 anni, è una detenuta in semilibertà con lavoro esterno>. Non eri nata, a Cairo, il 23 febbraio 1945? Dunque 63 anni e qualche mese. Hai ricevuto un abbuono, non richiesto, di cinque anni, mica male!

E poi, diciamolo una volta per tutte. All’anagrafe papà Abramo e mamma Maria Oddera, ti avevano “imposto” il nome di Anna Maria. Come accade per le suore che prendono i “voti”, hai scelto il più suadente, al secolo Gigliola.

Piccolo sconto, di anni, per non far torto, anche per il  “tuo” Ettore Geri, non già classe 1918, vale dire 90 anni, come da anagrafe, ma scrive La Stampa <…ora ha 88 anni, ha saldato il suo conto con la giustizia ed ha preso casa nei pressi del carcere  per starle vicino>. Anno più, anno meno…

Scrive La Stampa di due matrimoni falliti. E le terze nozze <con il marchigiano Luigi Sacripanti>?  Per non perdere il conto sono due o tre? Il terzo regge o è franato? Fede nuziale più, fede nuziale meno…

Non dimentichiamo, per carità cristiana, il bonanima di Pino Giustini, arredatore di Savona, che per amore avrebbe accettato il menage a tre; il terzo, era Ettore Geri, 27 anni più grande dell’amata che non ha mai sposato!

E il tuo primo amore-sposo, quell’Andrea Barillari, metronotte, che con grande dignità, in silenzio, ha seguito processi e romanzi. Papà di due figli, Fabio e Alex. Papà Andrea non ha avuto dubbi, anche quando sei stata scagionata per quel presunto omicidio di Pino Giustini (sposato nel 1974, durante la terribile stagione delle “bombe di Savona”).

Per Giustini ti avevano ingiustamente accusato di mancata assistenza  e cure sbagliate. Un “viatico” soft al camposanto.

 

Tribunale di Savona 1989, una pausa del processo con la Guerinoni (al centro), con l'inseparabile angelo custode delle guardie carcerarie di Savona ed un carabiniere della scorta (foto archivio Gallo)

 E al tuo fianco era apparso il “maturo” Ettore, ottimo contabile  della “Scarpa e Magnano” (poi Nuova Magrini Galileo) dove era entrato nel 1947. E’ qui che ti conobbe dove svolgevi le mansioni di  irreprensibile infermiera.

Ettore “fortunato” in amore? Per te aveva abbandonato la moglie, Laura Tobia e la figlia Giovanna. Nel 1973 ha investito la liquidazione per contribuire al rilancio della tua galleria d’arte, a Cairo. Ettore non nascondeva spiccate simpatie politiche di destra, tanto da considerare un suo “allievo” (scriveva il collega Roberto Di Perna, sul Secolo XIX del 14 giugno 1989), Gabriele Di Nardo, consigliere regionale e segretario provinciale del partito della fiamma tricolore, anch’egli finito nei guai per il “giallo di Cairo” e che ora riposa in pace.

Anche Pino Giustini, stravedeva per te, pure lui aveva venduto le proprietà, al punto che il suo cuore gonfio di emozioni e palpitazioni  cessò di battere nel 1986.

Ti hanno inserito, cara Anna Maria (Gigliola)  in centinaia di citazioni, di pagine, scolpite nella storia, con l’avvento di internet. Gli archivi giudiziari hanno mandato al macero i “faldoni”. Forse qualche fascicolo l’ha salvato un tuo sincero “ammiratore”, sempre discreto, il popolare ed amato giornalista savonese Nanni De Marco.

Proprio mentre volevi, chiedevi, con determinazione di essere dimenticata. E, ne hai il diritto, visto che stai pagando, come si suol dire, il debito con la giustizia terrena.

Per te ha scritto un libro l’ormai “star”, piccolo schermo compreso, Claudio Sabelli Fioretti, mentre Gennaro De Stefano (settimanale Oggi) vanta di essere il primo ad averti incontrato dopo l’omaggio della semilibertà (in attesa del fine pena, per una condanna a 26 anni, più due per diffamazione). Per te si sono mossi scrittori di talento e di fama, come Corrado Augias, giornalisti  di grido alla Maria Latella, ora direttore di “A”, conduttrice televisiva di successo e tra le  detentrici del “pass” per accedere alla corte di Veronica Lario Berlusconi.  E ancora, studiosi di “delitto femminile”, di “donne assassine” (vedi www.cinziatani.com). Anzi, dimenticavo che era già riuscita  a far condannare e “risarcire i danni”, l’allora direttore di “Visto”.

La Guerinoni con i difensori, 1989, a fianco l'avvocato del foto di Genova, Mirka Giorello (foto archivio Gallo)

E come ignorare che per anni sei stata la cittadina savonese, dopo l’amatissimo Sandro Pertini,  più citata da giornali, tivu, radio? Rassegna stampa dell’epoca compresa. E chi lo dice che non ti avrebbero riservato un posto nel Parlamento italiano! Vero Beppe Grillo?

Come non ricordare che nei giorni del round finale del processo di primo grado (presidente della Corte d’assise, il vescovo della chiesa evangelica Giovanni Becchino), cioè nell’agosto 1989, il glorioso Secolo XIX, in provincia di Savona, aveva raggiunto il record di vendite giornaliere (media di 23.287)? Contro le 15-16 mila copie.

Sono trascorsi altri Ferragosto senza che i giornali si siano ricordati di te. Del lugubre anniversario. Di quella funesta notte tra il 12 e 13 agosto del 1987. Succede di dimenticare, è normale. E se quest’anno hanno rispolverato le tue “gesta” forse te lo sei “cercato”.

Il Secolo XIX di sabato 9 agosto 2008 (vedi….) ha pubblicato un estratto di sentenza. Sono rimasto allibito, pur rispettando l’istituzione giustizia.

Sommessamente ti domando: era proprio il caso, per una cittadina che sta scontando una pena per omicidio e che ha nel suo curriculum un esordio da tutti (o quasi) ignorato, con una condanna definitiva della Suprema Corte di Cassazione per un reato di concorso in truffa risalente all’ottobre del 1977? (vedi….). Una piccola partita, raccontano gli atti, di 20 chili d’oro, formata in lingottini, per un prezzo di 80 milioni. Il “povero acquirente” anziché oro si ritrovò con ottone e rame. Coimputati condannati con sentenza passato in giudicato (9 aprile 1985) Emanuele Piazzolla che con la Guerinoni era assistito da Giovanni Nasuti e  Giuliano Bianco , difeso da Ottavio Pasquali.

Roberto Sangalli, stando alla sentenza del tribunale di Genova, avrà sbagliato (vedi la pagina de Il Secolo XIX richiamata nella condanna) , ma al tuo posto avrei evitato una “pubblicità forzata”. E’ probabile che l’anniversario sarebbe trascorso nel silenzio. Hai scelto l’onore delle armi?

Tra l’altro, posso testimoniare, sei stata  un pochino ingrata. Il giornalista Roberto Sangalli, valbormidese, nei giorni caldi del processo, era stato tra coloro che in redazione al Secolo XIX si batterono per pubblicare il tuo memoriale-scandalo (“antiPicozzi”), dove ti proclamavi vittima dell’ingiustizia, di un complotto che ti era costato un’ulteriore condanna per diffamazione. Mentre Il Secolo XIX per la tua vicenda dovette risarcire due magistrati (citati negli articoli) per una “cifretta” di 140 milioni.

Ricordo, come fosse ieri, che ci tenevi molto affinché fosse divulgato quel materiale, prima della sentenza, in modo che anche i giudici popolari venissero “informati”. Oltre all’opinione pubblica.

Io, allora, cronista di giudiziaria, non entravo nelle tue simpatie. Neppure l’onore di un piccolo sorriso. Anzi, ti rifiutavi di parlarmi durante le udienze del processo perché “troppo giustizialista”, “colpevolista”, troppo “pubblico ministero”. Nonostante non avessi mai ricevuto rimproveri dal tuo difensore, principe del foro, Alfredo Biondi e da una brava ed indimenticabile Mirka Giorello, dotata della pazienza dei santi.

Avrai letto, cara Gigliola, che in questi anni ho fatto “carriera”, mi hanno promosso o bocciato, a seconda del metro, a “Savonarola”. Mi hanno “ridotto” a “Uomini Liberi” e “Trucioli Savonesi”!

L’attuale ministro dell’Interno, Roberto Maroni (all’epoca ministro del Lavoro), leghista della prima ora, aveva “controfirmato” il secondo ingrato prepensionamento che riguardava altri 11 colleghi “anziani” (59 anni) de Il Secolo XIX.

Purtroppo nè a te, nè ad altri, magari più potenti, avevo dato l’opportunità di una condanna per danni “arrecati”, in sede penale o civile, causa la diffamazione a mezzo stampa. Non certo per bravura professionale, serietà, coerenza. Solo per fortuna, per caso. E’ poca cosa, lo ammetto, ma Roberto Sangalli non meritava questa tua rivincita (?) pubblica.

Buon Ferragosto, Gigliola, soprattutto alle persone che ti sono più care e che ho “ignorato” perché non hanno colpe per le tue “imprese”.

Dal tuo quasi convento, un “ora pro nobis”. Ne abbiamo  (tutti?) bisogno. Ti lascio un messaggio: <Unitevi a noi! La società senza finalità speculative si propone lo scopo di promuovere e sviluppare la partecipazione dei propri soci ad attività di assistenza sociale, di educazione ed assistenza sanitaria, di soccorso a popolazioni colpite da calamità naturali o belliche, nonché di diffusione del diritto internazionale umanitario>.

Luciano Corrado