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TORNA GIGLIOLA? A FERRAGOSTO
“AMORE MIO” NON TI (RI)CONOSCO
(A “Uomini
Liberi” c’è un pirata in redazione)
Luciano Corrado |
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Savona – Cara Gigliola, sono un (ex) fans della “mantide story”. Ho letto su La Stampa, di martedì 12 agosto, l’articolo a tutta pagina titolato “Cairo, ventuno anni fa l’omicidio di Cesare Brin”. Il servizio l’ha scritto, da Cairo Montenotte, Mauro Camoirano. E’ stato carino nei tuoi riguardi. Volevi non invecchiare? Eccoti: <…Ora, a 58 anni, è una detenuta in semilibertà con lavoro esterno>. Non eri nata, a Cairo, il 23 febbraio 1945? Dunque 63 anni e qualche mese. Hai ricevuto un abbuono, non richiesto, di cinque anni, mica male!E poi, diciamolo una volta per tutte. All’anagrafe papà Abramo e mamma Maria Oddera, ti avevano “imposto” il nome di Anna Maria. Come accade per le suore che prendono i “voti”, hai scelto il più suadente, al secolo Gigliola.Piccolo sconto, di anni, per non far torto, anche per il “tuo” Ettore Geri, non già classe 1918, vale dire 90 anni, come da anagrafe, ma scrive La Stampa <…ora ha 88 anni, ha saldato il suo conto con la giustizia ed ha preso casa nei pressi del carcere per starle vicino>. Anno più, anno meno… |
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Scrive La Stampa di due matrimoni falliti. E le terze nozze <con il
marchigiano Luigi Sacripanti>?
Per non perdere il conto sono due o tre? Il terzo regge o è
franato? Fede nuziale più, fede nuziale meno…
Non dimentichiamo, per carità cristiana, il bonanima di Pino Giustini,
arredatore di Savona, che per amore avrebbe accettato il menage a tre;
il terzo, era Ettore Geri, 27 anni più grande dell’amata che non
ha mai sposato!
E il tuo primo amore-sposo, quell’Andrea Barillari, metronotte,
che con grande dignità, in silenzio, ha seguito processi e romanzi. Papà
di due figli, Fabio e Alex. Papà Andrea non ha avuto dubbi, anche quando
sei stata scagionata per quel presunto omicidio di Pino Giustini
(sposato nel 1974, durante la terribile stagione delle “bombe di
Savona”).
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E al tuo fianco era apparso il “maturo”
Ettore, ottimo contabile
della “Scarpa e Magnano” (poi Nuova Magrini Galileo) dove era
entrato nel 1947. E’ qui che ti conobbe dove svolgevi le mansioni di
irreprensibile infermiera.
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Ti hanno inserito, cara Anna Maria (Gigliola)
in centinaia di citazioni, di pagine, scolpite nella storia, con
l’avvento di internet. Gli archivi giudiziari hanno mandato al macero i
“faldoni”. Forse qualche fascicolo l’ha salvato un tuo sincero
“ammiratore”, sempre discreto, il popolare ed amato giornalista savonese
Nanni De Marco.
Proprio mentre volevi, chiedevi, con determinazione di essere
dimenticata. E, ne hai il diritto, visto che stai pagando, come si suol
dire, il debito con la giustizia terrena.
Per te ha scritto un libro l’ormai “star”, piccolo schermo compreso,
Claudio Sabelli Fioretti, mentre Gennaro De Stefano
(settimanale Oggi) vanta di essere il primo ad averti incontrato
dopo l’omaggio della semilibertà (in attesa del fine pena, per una
condanna a 26 anni, più due per diffamazione). Per te si sono mossi
scrittori di talento e di fama, come Corrado Augias, giornalisti
di grido alla Maria Latella, ora direttore di “A”,
conduttrice televisiva di successo e tra le
detentrici del “pass” per accedere alla corte di Veronica
Lario Berlusconi.
E ancora, studiosi di “delitto femminile”, di “donne assassine” (vedi
www.cinziatani.com). Anzi, dimenticavo che era già riuscita
a far condannare e “risarcire i danni”, l’allora direttore di
“Visto”. |
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E come ignorare che per anni sei stata la cittadina savonese, dopo l’amatissimo Sandro Pertini, più citata da giornali, tivu, radio? Rassegna stampa dell’epoca compresa. E chi lo dice che non ti avrebbero riservato un posto nel Parlamento italiano! Vero Beppe Grillo?
Come non ricordare che nei giorni del round finale del processo di primo
grado (presidente della Corte d’assise, il vescovo della chiesa
evangelica Giovanni Becchino), cioè nell’agosto 1989, il glorioso
Secolo XIX, in provincia di Savona, aveva raggiunto il record di vendite
giornaliere (media di 23.287)? Contro le 15-16 mila copie.
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Sommessamente
ti domando: era proprio il caso, per una cittadina che sta scontando una
pena per omicidio e che ha nel suo curriculum un esordio da tutti (o
quasi) ignorato, con una condanna definitiva della Suprema Corte di
Cassazione per un reato di concorso in truffa risalente all’ottobre del
1977? (vedi….). Una piccola partita, raccontano gli atti, di 20 chili
d’oro, formata in lingottini, per un prezzo di 80 milioni. Il “povero
acquirente” anziché oro si ritrovò con ottone e rame. Coimputati
condannati con sentenza passato in giudicato (9 aprile 1985) Emanuele
Piazzolla che con la Guerinoni era assistito da Giovanni
Nasuti e Giuliano
Bianco , difeso da Ottavio Pasquali. Roberto Sangalli, stando alla sentenza del tribunale di Genova, avrà sbagliato (vedi la pagina de Il Secolo XIX richiamata nella condanna) , ma al tuo posto avrei evitato una “pubblicità forzata”. E’ probabile che l’anniversario sarebbe trascorso nel silenzio. Hai scelto l’onore delle armi? Tra l’altro, posso testimoniare, sei stata un pochino ingrata. Il giornalista Roberto Sangalli, valbormidese, nei giorni caldi del processo, era stato tra coloro che in redazione al Secolo XIX si batterono per pubblicare il tuo memoriale-scandalo (“antiPicozzi”), dove ti proclamavi vittima dell’ingiustizia, di un complotto che ti era costato un’ulteriore condanna per diffamazione. Mentre Il Secolo XIX per la tua vicenda dovette risarcire due magistrati (citati negli articoli) per una “cifretta” di 140 milioni. Ricordo, come fosse ieri, che ci tenevi molto affinché fosse divulgato quel materiale, prima della sentenza, in modo che anche i giudici popolari venissero “informati”. Oltre all’opinione pubblica.
Io, allora, cronista di giudiziaria, non entravo nelle tue simpatie.
Neppure l’onore di un piccolo sorriso. Anzi, ti rifiutavi di parlarmi
durante le udienze del processo perché “troppo giustizialista”,
“colpevolista”, troppo “pubblico ministero”. Nonostante non avessi mai
ricevuto rimproveri dal tuo difensore, principe del foro, Alfredo
Biondi e da una brava ed indimenticabile Mirka Giorello,
dotata della pazienza dei santi. Avrai letto, cara Gigliola, che in questi anni ho fatto “carriera”, mi hanno promosso o bocciato, a seconda del metro, a “Savonarola”. Mi hanno “ridotto” a “Uomini Liberi” e “Trucioli Savonesi”! L’attuale ministro dell’Interno, Roberto Maroni (all’epoca ministro del Lavoro), leghista della prima ora, aveva “controfirmato” il secondo ingrato prepensionamento che riguardava altri 11 colleghi “anziani” (59 anni) de Il Secolo XIX.
Purtroppo nè a te, nè ad altri, magari più potenti, avevo dato
l’opportunità di una condanna per danni “arrecati”, in sede penale o
civile, causa la diffamazione a mezzo stampa. Non certo per bravura
professionale, serietà, coerenza. Solo per fortuna, per caso. E’ poca
cosa, lo ammetto, ma Roberto Sangalli non meritava questa tua
rivincita (?) pubblica.
Buon Ferragosto, Gigliola, soprattutto alle persone che ti sono più care
e che ho “ignorato” perché non hanno colpe per le tue “imprese”.
Dal tuo quasi convento, un “ora pro nobis”. Ne abbiamo
(tutti?) bisogno. Ti lascio un messaggio: <Unitevi a noi! La
società senza finalità speculative si propone lo scopo di promuovere e
sviluppare la partecipazione dei propri soci ad attività di assistenza
sociale, di educazione ed assistenza sanitaria, di soccorso a
popolazioni colpite da calamità naturali o belliche, nonché di
diffusione del diritto internazionale umanitario>. Luciano Corrado |