Per cercare di sgombrare il campo da problemi di incomprensione con ARPAL, in relazione anche all’ articolo comparso in data 5.8.08 su La Stampa, e all’ articolo pubblicato sul portale della Giunta Regionale a firma dell’ Assessore Regionale all’ Ambiente, voglio fare alcune precisazioni:
Non è stato fatto alcun lavoro di equipe IST-ARPAL, come il comunicato sul portale della giunta regionale tenderebbe a far credere. Il 17 luglio presso il Palazzo della provincia sono stati solo presentati 2 studi differenti, non correlati fra di loro:
1)Studio IST di epidemiologia descrittiva, in cui si paragonava la mortalità generale e per cause, standardizzata per l’ età, di ogni comune della PSv con la media della PSV e della regione Liguria nel periodo 1999-2004.
Come ho cercato di spiegare all’
Assessore Regionale all’ Ambiente
Zunino, questo lavoro si occupa di mortalità, non di inquinamento, e pertanto
non può rispondere al quesito che era stato posto dalle associazioni di un
approfondimento sui “possibili rapporti
fra malattie e inquinamento ambientale nell’ area vasta della PSv”.
2) Studio ARPAL sperimentale su poche centraline per la rilevazione
a) dell’ inquinamento in PSv da PM10 (le centraline sono in funzione a titolo sperimentale dal 2006 ed i dati sono ampiamente carenti: misurano esclusivamente , per tutta la PSv le PM10 a Vado (1 centralina) e a Savona (2 centraline).
b) dell’ inquinamento da PM 2,5 per poche ore di pochi giorni a Noli, di cui non si riesce a intravvedere una grande utilità, per l’ esiguità del tempo di misurazione.
Ecco, in sostanza per definire il problema del rapporto fra inquinamento e malattie nella nostra Provincia sono stati utilizzati dati non comparabili per :
1) Criterio temporale: periodo preso in esame: mortalità 99-2004, inquinamento 2006-metà 2008
2) Criterio geografico: mortalità in PSv e Regione, inquinamento a Vado e Savona, e, per poche ore, a Noli ( i valori di inquinamento per le PM 2,5 si calcolano su 2 parametri:-media annuale e numero di superi/anno della media giornaliera.
Mi sembra ovvio che i dati di Vado
Ligure del 2007-2008 non sono di nessuna
utilità per dare spiegazioni sulla situazione sanitaria di Varazze o di Cairo
nel periodo ‘99-2004.
Rammento che personalmente con l’ Assessore, e come gruppi e movimenti , ed infine come Ordine dei medici ci siamo offerti di partecipare alla stesura di un protocollo di lavoro serio, con la collaborazione di esperti nel settore, come il dottor Gennaro dell’ IST ed il dottor Giordani, ecologo del DIPTERIS dell’ Università di Genova, allo scopo di individuare le metodologie, non particolarmente costose, per poter ricavare utili informazioni da lavori scientifici adeguati allo scopo. Il fatto che il tipo di studio sia stato concordato con 9i Sindaci è da dimostrare, e comunque non è una giustificazione, in quanto i Sindaci non sono tecnici esperti del settore.
A proposito del Dottor Giordani, l’ ho citato perché dal 2000 al 2003 ha condotto ricerche in collaborazione con ARPAL e Regione Liguria per il biomonitoraggio lichenico, che ha fornito le preziose mappe della qualità dell’ aria in Liguria che riporto nelle mie presentazioni.
Un grande vantaggio di questa metodica, ampiamente diffusa e validata scientificamente, è quella di poter coprire grandi estensioni di territorio (una regione o uno stato) con una reticolo di stazioni di campionamento che permettono di fare una mappa della qualità dell’ aria anche in zone non urbanizzate (aree collinari e montane), in cui sarebbe oltremodo costoso posizionare centraline di rilevamento.
Gli studi di bioindicazione consentono inoltre di capire da dove viene un determinato tipo di inquinamento, in quanto alcuni metalli pesanti, come il Vanadio, sono indicatori di inquinamento da combustibili fossili.
Gli studiosi di IST e DIPTERIS avevano
programmato di incrociare i
dati dell’ Atlante di Mortalità della PSv con quelli della qualità dell’ aria,
in modo da avere una prima indicazione di eventuali diverse incidenze di
mortalità fra popolazione residenti in macroaree meno inquinate con quelle di
aree più inquinate: si iniziava così a creare una collaborazione virtuosa fra
scienziati di diverse discipline che avrebbero potuto integrarsi in maniera
efficace.
Gli studi di biodiversità e bioindicazione lichenica avrebbero inoltre potuto fornire preziose indicazioni su dove eventualmente posizionare centraline di rilevamento degli inquinanti, allo scopo:
1) ottenere ulteriori dati sulla validità della metodica
2) imparare a correlare meglio i dati di biodiversità lichenica con quelli delle centraline di monitoraggio
3)
correlare infine le popolazioni
individuate come esposte o non esposte attraverso l’ integrazione delle 2
metodiche al fine di ottenere dati
utilizzabili scientificamente per
definire il rapporto fra inquinamento e problemi sanitari.
Al contrario, purtroppo, si è
voluto procedere
in
maniera puramente propagandistica, che potrà convincere gli
amministratori più ingenui o più desiderosi di rassicurazioni, ma non certo i
medici che si interessano dell’ argomento.
Ricordo inoltre che, a differenza di
quanto riportato dai Soloni che hanno architettato l’ articolo sul portale della
giunta regionale, l’ aver rilevato un aumento di mortalità legato a malattie
cardiovascolari non esclude affatto un rapporto con l’ inquinamento.
Chi è solo minimamente informato sull’ argomento, sa come siano proprio le malattie cardiovascolari, ancor più dei i tumori, a risentire dell’ effetto nocivo dell’ inquinamento , principalmente a causa del particolato sottile e ultrasottile e dell’ Ozono.
Ebbene, perché gli studi di biodiversità
lichenica condotti da ARPAL e Regione Liguria proprio
nel periodo cui fa riferimento lo studio dell’ IST non sono “mai” stati
presentati?
Perché l’ Assessore non ha voluto
ascoltare i nostri suggerimenti di completare il lavoro di collaborazione fra
IST-ARPAL e DIPTERS e ha deciso di testa sua per un lavoro inadatto allo scopo?
Perché si cerca con tanta protervia di
nascondere i dati sui licheni?
Ognuno di noi potrà darsi una risposta.
Dottor Paolo Franceschi, referente per l’ Ambiente dell’ Ordine dei Medici di Savona.