INACCETTABILE
Il gruppo politico di Celle Ligure “Rinnovamento Cellese”
ha esposto nella sua bacheca un estratto dal libro
Il Partito del Cemento e un proprio
scritto indirizzato “a tutti i cellesi e in particolare ai proprietari dei box
di Largo Giolitti”, che così si apre: “Perché è giusto che il paese sappia cosa
fa un consigliere comunale per i propri concittadini”.
La consigliera comunale Carla Venturino
viene ivi citata per aver testimoniato in merito all’operazione Rilevato
ferroviario, che, lo ricordiamo, sarebbe servito a Giampiero Fiorani per
costituire fondi occulti da utilizzare nelle sue operazioni finanziarie.
Il gruppo politico sembra così additarla alla pubblica riprovazione per aver
arrecato, con la sua testimonianza, danni e fastidi agli acquirenti che hanno
dovuto sanare l’evasione.
Se così fosse, di riprovevole ci sarebbe, invece, il principio etico che si
tende a promuovere!
Allora, proprio perché i cittadini sappiano, va detto che la consigliera, che
non compare affatto nell’elenco degli acquirenti, ha reso la sua dichiarazione
all’Autorità Giudiziaria, come un altro centinaio di persone, dopo che il
magistrato Francesco Greco, già componente del pool di Mani Pulite, aveva
raccolto quelle di un architetto, di un funzionario della “Pesce Pietro SpA”, di
un agente immobiliare e di altri personaggi, a vario titolo coinvolti; dopo,
cioè, che l’evasione era già ampiamente documentata: quindi non è stata
certamente lei a sollevare il caso.
A questo proposito, vale la pena rilevare che, per lungo tempo, si sia diffusa a
Celle l’assurda convinzione che, se tutti avessero saputo tacere, non sarebbe
accaduto niente di spiacevole.
Paese e Comune sono stati coinvolti in uno dei più grandi scandali del
dopoguerra che, per la prima volta, ha portato alle dimissioni del Governatore
della Banca d’Italia ed al sequestro di una Banca. Degli attori della vicenda si
sono occupate diverse Procure e, fra gli altri, due fra i Procuratori più
conosciuti d’Italia, come il già citato Francesco Greco e Clementina Forleo; di
quest’ultima è il provvedimento di custodia cautelare a carico di Giampiero
Fiorani ed altri, nel quale sono citati la Ligurcelle, Pietro Pesce, Ambrogio
Marazzina, Giampaolo Bruschieri e la PMG, tutti soggetti dell’operazione
Rilevato.
All’interno del caso, inoltre, l’esame della vicenda cellese ha contribuito a
far comprendere meglio agli inquirenti le procedure messe in atto dal banchiere
lodigiano e dai suoi soci nel tentativo di scalata all’Antonveneta.
Il silenzio e le reiterate affermazioni di inesistenza di alcun problema, in
siffatte condizioni, producono, quindi, il solo risultato di privare gli
acquirenti ed i cittadini tutti dell’elementare diritto alla conoscenza.
Conoscenza della verità, in omaggio alla quale addito la consigliera
per renderle il dovuto merito di aver perseguito una condotta etica che
dovrebbe essere comune a tutti, senza danneggiare i propri concittadini, ma,
anzi, prodigandosi con impegno affinché l’entità dell’ammenda da applicare agli
acquirenti fosse la minima prevista, così come poi avvenuto.
Luigi Bertoldi