Metalmetron e PUC:
un'occasione che sfuma ancora una volta per parlare dello sviluppo della città .
Ancora una volta la maggioranza dell'amministrazione comunale modifica gli
assetti urbanistici di porzioni strategiche della nostra Città a colpi di
delibere e/o varianti, senza che sia stato ancora attuato il Piano Urbanistico
Comunale.
Il "ritardo" strategico del percorso per la definizione di un piano
programmatore complessivo incide pesantemente nelle scelte che si avvicendano.
Ed è una gravissima responsabilità politica.
Nessuno a Savona è in grado di poter dire con chiarezza quali siano i veri
bisogni della Città: residenziali, commerciali, servizi e produttivi. Di
fatto si agisce sempre con la logica inaugurata dall'amministrazione Ruggeri, da
noi definita " a francobolli".
Prima la Darsena con l'invenduta Torre Bofill e compendio limitrofo, poi gli ecomostri come il Mulino o il Crescent, o il Progetto Margonara. Senza dimenticare vari "borghi liguri" piuttosto che Albamare.
O l'incredibile situazione dei contenitori storici savonesi, mai ipotizzati per
l'uso pubblico.
Tutto senza che venisse mai portato avanti il progetto di PUC.
Anzi, a dire il vero ancora oggi non sappiamo se il piano preliminare approvato nel 2005 è ancora da considerarsi valido o se invece dovrà essere rifatto da capo. Ma qualunque sia la scelta ben poche saranno le opzioni, poiché parti rilevanti della Città avranno già subito profonde modificazioni o destinazioni. Con buona pace di quelle forze politiche che, ancora oggi, si ostinano a credere che questa amministrazione a guida Berruti sarebbe stata di "cambiamento".
Dunque? Ecco che fioccano diffide e/o richieste di categorie che si sentono vere
e proprie cenerentole a fronte di colossi, più o meno potenti politicamente.
Nessuno oggi è in grado di dire con cognizione di causa cosa necessita a Savona
per il suo sviluppo, ormai asfittico e stagnante, se non per
indicazione
di questa o quella lobby di pressione.
Nessuna
decisione politica è mai stata presa, intendendo per
politica
quella che, pubblica, condivisa e pianificata, coinvolge la Città intera a
riflettere su ciò che è per decidere cosa vorrà essere nelle prossime decadi.
Qualunque soluzione sia adottata per le aree Metalmetron a prescindere da
emendamenti salva-coscienza, qualsivoglia diffida possa approdare in Comune, una
cosa è certa: tutto viene sempre fatto nella logica aberrante di spezzettare e
svendere Savona giocando con il futuro della Città e dei suoi abitanti, presenti
e futuri.
E questo inchioda definitivamente nelle proprie responsabilità le forze
politiche di questa maggioranza.
Patrizia Turchi "a sinistra per Savona"