Il giudizio del Consiglio di Stato sulla variante alla piattaforma

Italia Nostra ha preso atto con rammarico della sentenza del Consiglio di Stato dello scorso 12 ottobre, la quale ha in modo piuttosto acritico recepito le posizioni espresse in primo grado dal TAR Liguria, impugnate dall’Associazione con motivi di appello che apparivano seri sia in fatto che in diritto.

Ricordiamo che l’iniziativa di Italia Nostra non era “contro” la piattaforma, bensì contro la variante, che elimina la struttura a impalcato a favore di un tombamento totale della piattaforma stessa, provocando così con certezza danni ambientali e alla sicurezza della navigazione, e quindi all’ambiente. Italia Nostra si è battuta affinché la piattaforma fosse realizzata bene, nel rispetto di principi sanciti dalla legge e dai trattati europei, quali i principi di precauzione e prevenzione. Prima il TAR e ora il Consiglio di Stato hanno ritenuto di poter legittimamente sacrificare tali principi, che pure la stessa sentenza d’appello definisce prevalenti, senza nemmeno formulare – come aveva richiesto Italia Nostra – un rinvio pregiudiziale alla Corte di Giustizia dell’Unione europea.

Restano non poche perplessità sull’intera gestione del progetto della piattaforma, soggetto a continue varianti che sacrificano i valori ambientali, autorizzando tecniche costruttive più economiche e impattanti, alleggerendo le prescrizioni e limitando i monitoraggi: il tutto ad esclusivo servizio del risparmio di risorse dei concessionari privati, che purtroppo – con tutto il rispetto – i Giudici Amministrativi non hanno voluto vedere.

Le conseguenze oggettive delle errate valutazioni tecniche compiute dalle amministrazioni sono però già sotto gli occhi di tutti: dalla difficoltà di approdo dei traghetti agli effetti del moto ondoso riflesso dalla testata della piattaforma contro la passeggiata a mare tra Savona e Vado, crollata nei mesi scorsi sotto le sferzate delle onde. Chi oggi dice che verrà superato tutto una volta costruita la nuova diga foranea, altro non fa se non confermare quanto purtroppo inutilmente fatto presente ai Giudici da Italia Nostra, e cioè che quest’opera è attualmente monca e rischiosa per l’ambiente. La nuova diga foranea, comunque, comporterà, come affermato anche da studi fatti fare dall’Autorità portuale, significative erosioni della spiaggia tra Vado e Savona e l’interramento della spiaggia di Vado. Sicché Italia Nostra aveva cento ragioni per chiedere conto degli errori fatti nella variante e pretendere una nuova VIA sull’opera completa, oppure ritornare al progetto originario.

L’Associazione, che non intende venir meno alla propria missione di promozione e perseguimento dei principi della tutela ambientale e paesaggistica, continuerà a monitorare strettamente l’evoluzione del progetto e delle opere relative alla piattaforma di Vado, nell’interesse della comunità e del territorio savonese che continuano a dimostrare a Italia Nostra il proprio sostegno.

    Roberto Cuneo           Italia Nostra     Sezione di Savona

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